Asili senza privati ma con meno bimbi
La soluzione al caso Pacinotti-Jovine: esternalizzazione graduale, il Comune risparmia togliendo cinquanta posti per 2 anni
I bambini che già frequentano le scuole d’infanzia comunali destinate alla privatizzazione saranno accompagnati a fine ciclo dalla stessa gestione pubblica che li ha accolti, rispettando così il “contratto” informalmente recepito dalle famiglie. Il Comune, però, non rinuncia al risparmio già messo in bilancio con l’operazione esternalizzazione delle scuole Pacinotti e Jovine, e con la statalizzazione totale della Guido Rossa, che ammonta a 500mila euro. La soluzione trovata al termine del braccio di ferro durato diverse settimane, e concluso l’altra sera con l’ultima assemblea dei genitori, alla Pacinotti, è la riduzione per i prossimi due anni dell’offerta di posti, almeno una cinquantina nel complesso.
Lo schema che sarà presto portato all’approvazione del consiglio comunale, attraverso una variante del bilancio dell’Istituzione scuola, prevede che il prossimo settembre non vi siano le previste privatizzazioni alle scuole Pacinotti e Jovine, mentre sarà chiusa una sezione comunale delle due attive alla Guido Rossa (26 posti in meno). Per quest’ultima proseguiranno le trattative con il ministero dell’Istruzione per la statalizzazione, in caso negativo la perdita di posti salirebbe a 75. I bambini da infanzia che frequentano attualmente la Pacinotti saranno concentrati nelle sezioni B, C e D, mentre non verrà attivata la sezione A (-25 posti); stessa cosa al nido, con la sezione piccoli che rimarrà ferma (-12 posti), evitando nuovi inserimenti di neonati. Simile la situazione alla Jovine, con 12 posti eliminati nelle 2 sezioni che restano aperte. I nuovi iscritti di 3 anni saranno informati che non ci sarà continuità nella gestione diretta per l’intero triennio, perché l’ultimo anno, a settembre 2017, tutti i posti della Jovine e della Pacinotti risulteranno esternalizzati.
Il passaggio intermedio sarà a settembre 2016, quando alla Pacinotti conviveranno due gestioni diverse e separate, anche fisicamente: la blu, a gestione diretta, con 16 posti di nido e 22 di materna; e la verde, privatizzata, con 27 posti nido (12 piccoli e 15 medi) e 50 infanzia. Alla Jovine resteranno i 26 posti ad “esaurimento” più 15 bambini trasferiti dalla Rossa, che chiuderà anche la seconda sezione comunale. In caso di mancata apertura di sezioni statali, alla Rossa si perderanno così 37 posti-bambino.
Per il bilancio comunale cambiano le voci, senza soldi da spendere per l’esternalizzazione ma con più stipendi di educatori precari da versare, ma il saldo rimarrà quello richiesto.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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