«La Vm non abusi dei sabati»
Lodi, segretario provinciale della Fiom Cgil, spiega i motivi dello sciopero dal lavoro straordinario
CENTO. «Proseguiremo con lo sciopero contro il lavoro straordinario il sabato in quanto riteniamo che la strada migliore sia quella del confronto con l’azienda e non che questa decida in maniera unilaterale». Samuele Lodi, segretario provinciale della Fiom Cgil è chiaro. La sua sigla sindacale continuerà a scioperare nonostante finora le percentuali siano state assai basse; alla Vm la Fiom può contare su circa 250 iscritti su circa 1.200 dipendenti mentre erano circa 330 i lavoratori chiamati al lavoro straordinario e la percentuale di sciopero si è attestata sul 5%. «In una realtà produttiva - spiega Lodi - dove sempre si sono fatti gli straordinari senza necessità di comando alcuno, perché si è sempre data centralità alla negoziazione e alla ricerca dell’accordo, è chiaro che di fronte al modello autoritario dell’azienda per contrastare un contratto collettivo di lavoro che non concede nulla in termini di democrazia siamo chiamati allo sciopero. La Fiom chiede agli altri sindacati la volontà di mettere in discussione questo modello e chiama i lavoratori e le lavoratrici allo sciopero dello straordinario comandato per i sabati 7, 14 e 21 febbraio per riuscire a tornare al tavolo di confronto». E in merito alla percentuale di chi ha aderito, «in questa situazione - ricorda il segretario provinciale della Fiom - non è semplice scioperare. Le pressioni sono tante, molti lavoratori sono condizionati ma noi insisteremo su questa strada fino a quando non ci sarà un confronto per riconquistare il tavolo delle trattative. Il fatto che lo straordinario comandato sia previsto dal contratto collettivo di lavoro non è una buona ragione nè per abusarne da parte dell’azienda nè per fare finta di nulla da parte dei sindacati firmatari». Sulle assunzioni previste in Vm Lodi afferma: «Le assunzioni non hanno nulla a che vedere con le nostre mobilitazioni. È evidente che come Fiom cogliamo positivamente il fatto che i volumi produttivi siano in crescita ma registriamo il fatto che un conto sono le assunzioni interinali per tre mesi e un conto sono le assunzioni con contratto a tempo indeterminato. L’azienda continua a negare un confronto sulla situazione produttiva, sulle prospettive e sulle possibili soluzioni per rispondere al mercato, dall’altro le assunzioni di queste settimane nulla hanno a che vedere con percorsi concordati con il sindacato di stabilizzazione così come prevedevano gli accordi di maggio 2013».(m.bar.)
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