Le denunce dopo lo stop al lavoro
Sant’Agostino, da due operai minacce al capo e all’impiegata che annunciano la revoca dell’appalto
SANT’AGOSTINO. Alla notizia che la loro cooperativa non avrebbe più avuto l’appalto dalla ditta per cui lavorava, sono andati su tutte le furie. E a quel punto, da quanto hanno potuto accertare i carabinieri di Sant’Agostino dopo accurate indagini, hanno pensato bene di ingiuriare e minacciare il loro capo e la segretaria della loro cooperativa, colpevoli di aver dato il tanto temuto annuncio.
Così due operai (un 35enne ed un 43enne, entrambi originari del Marocco e già noti alle forze dell’ordine per precedenti episodi) sono stati denunciati dai militari per minacce aggravate.
La vicenda risale alla fine dell’estate scorsa, quando venne comunicata la decisione dell’azienda santagostinese Mirror che aveva appaltato il servizio di facchinaggio, di rescindere il contratto con la cooperativa bolognese, per gravi inadempienze contrattuali.
Inadempienze confermate dallo stesso amministratore della cooperativa bolognese, nei giorni successivi alla comunicazione: «In questi mesi - aveva spiegato a inizio settembre - ho ricevuto sei lettere di contestazione da parte della direzione dell’azienda di Sant’Agostino per danni materiali causati».
Da quanto hanno appurato i carabinieri di Sant’Agostino con la loro indagine - che ha richiesto tempo per poter ricostruire con precisione tutto quello che era successo quel giorno - i due operai denunciati aggredivano e minacciavano il capo operaio e un'impiegata amministrativa della società cooperativa che gestiva l'appalto dei lavori. Minacce che anche in questo caso erano state evidenziate dall’amministratore della copperativa, che aveva evidenziato come «anche la mia collaboratrice amministrativa è stata minacciata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
