Primo presidio alla Lamborghini Calor
I dipendenti protestano per la decurtazione dei salari e la cassa integrazione
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Giovedì mattina davanti l'azienda Lamborghini Calor spa con sede a Dosso di Sant'Agostino, è stato dato il via al primo presidio a sorpresa, da parte dei lavoratori e sindacalisti. I 100 dipendenti affiancati da Fim-Cisl e Fiom-Cgil, nel corso della mattinata,hanno avviato questo presidio, di 4 ore, a cui ne seguiranno altri a sorpresa nelle prossime settimane.
Causa la crisi, che ha colpito il gruppo Ferroli di cui la Lamborghini Calor fa parte, i lavoratori si sono visti mancare dalla busta paga i premi consolidati con una decurtazione su base annua per dipendente di oltre cinquemila euro oltre a tutti i diritti inerenti alla contrattazione stessa. La Lamborghini Calor oltre che sul territorio di Dosso, ha uno stabile anche a San Bonifacio in provincia di Verona, dove sono presenti 900 dipendenti. Nonostante la giornata gelida di ieri, sindacalisti e lavoratori, non hanno rinunciato al loro presidio davanti all'azienda, schierandosi davanti la Lamborghini Calor, poco prima delle 7.30.
"Non ci ferma nessuno - esordisce Linda Dolcetti della Fiom - questo è il nostro primo presidio, anche se non volevamo arrivare a questo, perché la nostra intenzione era quella di risolvere le cose direttamente con l'azienda, ma purtroppo, la Lamborghini Calor, ci ha risposto che non si poteva fare diversamente, visto le grosse difficoltà economiche che sta attraversando il gruppo Ferroli. Noi capiamo queste difficoltà , ma nello stesso tempo, troviamo inaccettabile la strategia utilizzata dall'azienda. Decurtare i salari, tagliare gli integrativi e la cassa integrazione, con una decurtazione di base annua pari a cinquemila euro, non ci sembra per nulla corretto da parte dell'azienda. Ad oggi, visto come sono andati i fatti, chiediamo all'azienda di presentare un piano e una strategia utile a fronteggiare tale situazione, e dei tavoli di confronto con Provincia e Comune".
Sabato i lavoratori dell'azienda con sede a San Bonifacio, svolgeranno una manifestazione per sensibilizzare le istituzioni verso questo problema. Dopo le 4 ore di manifestazione i lavoratori, hanno ripreso la produzione.
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