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Accoltellato dalla fidanzata inventa una tentata rapina

Accoltellato dalla fidanzata inventa una tentata rapina

Nei guai per simulazione di reato 4 persone: lui, 63enne siciliano e lei moldava di 35 anni Poi l’amico dei due e il padrone di casa, un pakistano, che affitava in nero l’appartamento

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Hanno inventato tutto e adesso sono per guai per simulazione di reato in quattro persone: lui, la vittima; la fidanzata; l’amico dei due e il padrone di casa. Tutto perchè, lei, S.E. una giovane moldava di 35 anni, il 4 marzo dello scorso anno accoltellò perchè ubriaca, durante una lite, F.F.,il fidanzato più anziano, un 63enne pregiudicato siciliano nella casa in cui abitavano nella zona di Porta Po. Così, per salvare la fidanzata e soprattutto - istigati dal padrone di casa, un pakistano che ha preteso per non finire nei guai perchè affittava in nero la casa, che raccontassero la stessa versione: l’uomo era stato accoltellato da due nordafricani nei giardini del grattacielo che lo volevano rapinare, e poi erano scappati. La Polizia di stato ha impiegato diversi mesi per scoprire che tutto era stato architettato per coprire la verità.

Tutto era iniziato dall’allarme scattato la notte del 4 marzo 2014 quando le Volanti intervennero in via Porta Catena, angolo Porta Po, per la segnalazione di una persona a terra, ferita da arma da taglio: l’uomo era F.F., 63enne siciliane, con una ferita all'addome in un lago di sangue. Oltre a lui gli agenti trovarono, la fidanzata, S.E, 35 anni, moldava, ed un rumeno, amico e coinquilino dei due.

La versione data ai poliziotti era quella di una tentata rapina di cui il siciliano era rimasto vittima: autori due nordafricani che lo avevano accoltellato alla pancia nei giardinetti del grattacielo e che con lui c’era la fidanzata. A far desister i suoi aggressori sarebbe stato l’amico rumeno intervenuto in soccorso, facendo così scappare i due. Quindi l’allarme al 118, il ricovero al S.Anna in prognosi riservata.

Subito il racconto dei tre no era parso non convincente, con troppe contraddizioni e stranezze, anche perchè nessuno dei tre sapeva dar indicazioni precise degli aggressori. Le indagini hanno così dimostrato, confrontando le testimonianze e con accertamenti e sopralluoghi sui posti della presunta aggressione, che le cose erano andate assai diversamente. F.F. era stato accoltellato, ma dalla fidanzata in casa dove vivono insieme, durante una lite traperchè lei era ubriaca. Così lui inventò tutto per salvare lei da una denuncia guai giudiziari seri. Ma a questo punto fa capolino nella storia il padrone di casa, un pakistano, H.S., 49 anni: l’uomo dopo esser stato informato del fatto, non volendo far intervenire in casa la Polizia di Stato che avrebbe scoperto i troppi inquilini che pagavano l'affitto "in nero", ordinò a tutti di uscire da casa e simulare la tentata rapina con accoltellamento.

La prova della simulazione, però, è scaturita dal ritrovamento, il pomeriggio successivo, di un coltello a serramanico lungo 8 centimetri, utilizzato dalla donna per accoltellare il compagno F.F.: il coltello è stato rinvenuto nei pressi della loro casa, nascosto in un'area verde, sotto il fogliame.

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