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Hera vuol far pagare l’indifferenziata

Hera vuol far pagare l’indifferenziata

Rifiuti, si ragiona su porta a porta o cassonetti a gettone. Subito novità nel forese e centro. I consiglieri: e i vantaggi?

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Stavolta il passaggio più temuto da molte famiglie ferraresi, cioè la raccolta differenziata “spinta” con tanto di penalità per chi produce troppi rifiuti indifferenziati, è inevitabile. Lo impongono la legge di stabilità 2014 e l’obiettivo per la differenziata, che dall’attuale 54 deve passare al 72% entro il 2020 (quest’anno si dovrebbe superare il 55%). Il nodo, ha anticipato Alberto Santini (Hera), alla commissione comunale Ambiente, ieri pomeriggio, è il metodo, visto che tra l’altro il territorio comunale p arte da una situazione molto variegata quanto a raccolta differenziata. «La scelta della tariffa da una parte premiante per chi conferisce rifiuto differenziato, e dall’altra penalizzante per la quota indifferenziata, sembra la più equilibrata anche per il bilancio del Comune - ha spiegato il responsabile Ambiente della multiutility - tenendo conto che pesare tutto è antieconomico. Bisogna evitare a nostra volta gli abbandoni indiscriminati, che soprattutto in strade di raccordo con territori già gestiti da altri con porta a porta, come via Pomposa e via Comacchio, sono diventati numerosi nei nostri cassonetti. I sistemi poi devono essere semplici per gli utenti e trasparenti». Hera sta studiando un porta a porta integrale, il sistema delle calotte stradali con gettone o un mix di questi sistemi. Il metodo di raccolta non è centrale al fine di aumentare la raccolta differenziata, come ha testimoniato anche il direttore Atersir, Vito Belladonna, citando gli esempi di alcuni comuni già oltre il 70% con il sistema dei cassonetti.

L’incontro di ieri ha segnato l’inizio del percorso, ha detto Santini, ci saranno altri momenti per raccogliere indicazioni e suggerimenti. Già qualche consigliere, ieri, ha sottolineato che sta continuando a chiedere impegno ai cittadini senza che vi siano ritorni visibili in tariffa. I grafici mostrati da Hera non smentiscono queste impressioni, visto che l’incremento dal 2008 è stato solo del 3,8% rispetto al resto della regione (dall’11,2 al 38,1%), senza però chiudere completamente la forbice. Il tutto nonostante il fatto che i ricavi Conai, cioè dal recupero di materiale differenziato, sono saliti a 1.324.000 euro, cioè 10 euro ad abitante (8 nel resto del mondo Hera, 4 in Italia), soldi che vanno in detrazione costi del servizio.

Di sicuro, nel 2015, ci saranno novità nel vasto territorio comunale senza centri abitati, le cosidette case sparse, e nella porzione medievale del centro storico. Nel forese verrà lanciata una raccolta porta a porta con frequenze molto lunghe: passaggi ogni quindici giorni per carta, vetro e plastica, settimanale per l’indifferenziata; l’organico invece andrà solo ad autocompostaggio. In centro, a partire dalla zona di via Garibaldi, s’introdurrà la raccolta dell’organico con bidoni doppi per poter raccogliere anche il vetro, colorati di un marrone approvato dalla Sorprintendenza. Gli ormai distrutti “cubi” saranno sostituiti da cassonetti color antracite, «si trovano tanti rifiuti differenziabili, da parte di alcune attività commerciabili, tanto che stiamo attivando sanzioni» ha avvertito Santini. Per contrastare l’abbandono nei cassonetti di “confine” è stato siglato un patto tra Polizia provinciale e Guardie ecologiche volontarie, mentre è in arrivo un’App per smartphone, che consentirà di inviare direttamente foto eloquenti.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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