«Ora abbiamo tutti i dati per decidere la fusione»
Acquisiti bilanci e informazioni su Bologna, Modena, Ravenna, Forlì e Rimini «L’accorpamento non è una penalizzazione, ma una sfida. Entro l’anno la scelta»
La Camera di commercio di Ferrara è sana sotto il profilo finanziario ed efficiente sul piano organizzativo, come certificano gli indicatori del ministero dello Sviluppo economico - Ed è lungimirante nella sua azione di supporto al sistema imprenditoriale, come è emerso anche dall’incontro di due giorni fa con i rappresentanti del governo (vedi articolo a destra). I buoni voti non saranno sufficienti alla Camera di commercio di Ferrara per rimanere autonoma poichè con le sue 40 mila imprese è lontana dal minimo di 80 mila indispensabile per evitare accorpamenti. Le alleanze territoriali con altre Camere erano però ormai date per scontate, adesso c’è solo il suggello ministeriale con tanto di soglia. I buoni voti potranno essere spesi per contrattare al meglio la fusione con Bologna o con la Romagna. Forse è anche per questo che il presidente Paolo Govoni è tornato da Roma soddisfatto.
Presidente Govoni, adesso è tempo di pensare e organizzare l’accorpamento con altre Camere di commercio.
Non dobbiamo vivere l’accorpamento come una penalizzazione, ma come una sfida. La ripresa e la modernizzazione dell'Italia non possono prescindere da una riforma delle Camere di commercio che sappia rafforzarne, assieme alle associazioni di categoria, il ruolo di presidio permanente sui territori a sostegno delle imprese.
Cosa avete strappato al governo?
Sono state assegnate o potenziate nuove funzioni, che vanno nel solco tracciato in questi anni da Ferrara, come i bandi per i fondi europei. Si nota un cambi di rotta, si è preso coscienza che l’impostazione iniziale non andava nella giusta direzione. Sotto tale luce, le indicazioni del governo sono senz'altro positive perché superano alcune delle più rilevanti criticità emerse nella precedente stesura dell'articolo 9, anche sulla base del prezioso lavoro del Parlamento. Su altre criticità bisogna intervenire per realizzare quella riforma che davvero serve al Paese. Siamo pronti a non far mancare, neanche in questa fase, il nostro contributo di idee e di progetti.
Avete preso un orientamento? Con chi si accorperà Ferrara?
Non abbiamo deciso, ma ora tutti hanno gli elementi per ragionare e discutere alla luce del sole. Siamo per la massima trasparenza, non ci saranno decosioni prese nelle segrete stanze. La struttura camerale ha lavorato alacremente in questi mesi e ha terminato gli approfondimenti tecnici.
Vale a dire?
Che abbiamo tutti i dati relativi al bilancio, al personale, all’organizzazione, alle partecipazioni degli enti camerali che hanno manifestato interesse verso Ferrara.
Quali sono?
Ravenna, Bologna, Modena, Forlì e Rimini. Abbiamo tutti i dati comparati, tutte le informazioni utili. Adesso si può aprire la discussione con le associazioni. So bene che le posizioni non sono uguali, ma ora c’è una base certa per il confronto.
C’è un termine per decidere?
Non c’è una scadenza precisa, ma credo che entro l’anno la decisione vada presa. Il nostro obiettivo, come Camera di commercio, è quello di continuare a svolgere il ruolo di supporto alle imprese dell’intero territorio ferrarese.
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