Resta il registro delle imprese Sui fondi Ue Ferrara fa scuola
Riduzione del numero delle Camere di commercio, attraverso processi di accorpamento, per arrivare a un nuovo modello basato sulla presenza di una Camera dove vi siano almeno 80.000 imprese....
Riduzione del numero delle Camere di commercio, attraverso processi di accorpamento, per arrivare a un nuovo modello basato sulla presenza di una Camera dove vi siano almeno 80.000 imprese. Dismissione delle partecipazioni societarie non strettamente necessarie allo svolgimento delle funzioni assegnate e potenziamento dei compiti e delle funzioni a beneficio del sistema delle imprese. Questi i passaggi fondamentali dell'intervento del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ai presidenti delle Camere di commercio italiane riunitosi il 4 febbraio a Roma per fare il punto, insieme ai rappresentanti del Governo e del Parlamento, sullo stato di avanzamento del testo, attualmente all'esame del Senato, per il riordino complessivo del sistema camerale. Hanno partecipato, tra gli altri, il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.
«Il processo di accorpamento - ha detto il ministro Guidi - è di fondamentale importanza per il Governo che confida in un sistema camerale in grado di dare risposte celeri alle necessita' di riorganizzazione sul territorio". Dopo avere constatato con soddisfazione che questo processo, in alcune aree del Paese, ha mosso i primi passi, Guidi ha chiesto uno sforzo aggiuntivo. Per quanto riguarda il secondo punto della riforma, quello relativo alle funzioni, il Governo non solo ha confermato la necessità che una delle funzioni storicamente assegnate alle Camere di commercio, quella della tenuta del Registro delle imprese, continui a restare incardinata presso le Camere, ma ha delineato l'affidamento al sistema camerale di ulteriori competenze, tra le quali, ad esempio, la promozione di azioni di supporto alla nascita di nuove imprese con particolare riguardo a quelle giovanili e femminili, il sostegno alle imprese nel processo di innovazione e digitalizzazione, l'accesso al credito. E ancora, l'assistenza alle imprese per sfruttare le opportunità legate ai fondi europei (con la Camera di Ferrara che ha fatto da apripista), il rafforzamento degli strumenti di giustizia alternativa (arbitrato e conciliazione) e la promozione sui mercati internazionali del made in Italy.
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