Acad, contro gli abusi in divisa per chiedere giustizia e verità
Nella città di Federico Aldrovandi, dove quella morte trascina ancora tante ferite e polemiche, la novità non arriva certo a sorpresa. È pronta a nascere a Ferrara una sezione locale dell’Acad, l’Asso...
Nella città di Federico Aldrovandi, dove quella morte trascina ancora tante ferite e polemiche, la novità non arriva certo a sorpresa. È pronta a nascere a Ferrara una sezione locale dell’Acad, l’Associazione contro gli abusi in divisa. Il battesimo è in programma per la giornata di sabato 28 febbraio, con un’iniziativa di cui non sono ancora stati resi noti i contenuti. «Perché non accada mai più quello che è successo a Federico e a molti altri»: questa la ragione della nascita secondo i promotori. Acad è un’organizzazione senza scopo di lucro nata dall’intenso lavoro di un gruppo di attivisti che da diversi anni si occupano di abusi commessi dalle forze dell’ordine.
«Tante famiglie – si legge sul sito web dell’associazione - non hanno accettato le versioni ufficiali e hanno intrapreso battaglie per chiedere verità e giustizia affinché questi ignobili e vergognosi atti non passassero sotto silenzio. Vige una sorta di immunità, troppe sono le coperture politiche che tendono a depistare con la teoria delle “poche mele marce” le richieste di giustizia e verità». Acad fornisce una serie di aiuti alla famiglie delle vittime, che vanno dal supporto legale, al divulgare e portare a conoscenza dell’accaduto, fino a un numero verde telefonico (800588605) attivo 24 ore su 24 da chiamare per denunciare un’emergenza e chiedere un supporto immediato. A ogni sezione locale di Acad viene chiesto di reperire avvocati sul territorio, di presenziare alle udienze dei processi in corso in città, di organizzare iniziative pubbliche.
Tra le campagne in corso a livello nazionale, la richiesta di verità e giustizia per Davide Bifolco (il giovane napoletano ucciso nel settembre scorso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere) e quella che reclama una direttiva europea per il riconoscimento degli agenti di polizia mediante un numero identificativo sulla divisa.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google