Due anni per la bonifica delle ex discariche a est
Serviranno due anni per bonificare le due ex discariche del Quadrante est, ma non è detto che basteranno. L'impianto di pompaggio del percolato prodotto dai 20 ettari di rifiuti scaricati nella zona...
Serviranno due anni per bonificare le due ex discariche del Quadrante est, ma non è detto che basteranno. L'impianto di pompaggio del percolato prodotto dai 20 ettari di rifiuti scaricati nella zona dal dopoguerra ai primi anni '70 è partito nei giorni scorsi e durerà, appunto, fino ai primi del 2017. È costituito da 9 pozzi collegati a due serbatoi da 30 metri cubi l’uno, in gestione alla Sgm di Ferrara, che verranno svuotati di volta in volta dalla Niagara di Poggio, ditta che si occuperà anche dello smaltimento del liquame inquinante. Nei due anni di funzionamento è previsto che l'impianto possa pompare 10mila metri cubi di percolato, al ritmo di 150 metri cubi alla settimana, che comunque può essere modificato in ogni momento grazie al sistema di controllo remoto di ogni singola elettropompa. «Si tratta di un contributo significativo alla bonifica - ha spiegato l'assessore all'Ambiente del Comune, Caterina Ferri, assieme a tecnici e dirigenti del servizio - Se non sarà sufficiente, dovremo reperire altri fondi per andare avanti». I soldi necessari a questa prima fase, 1.350.000 euro, sono messi a disposizione dalla Regione.
Nelle settimane scorse ci sono state diverse richieste di chiarimenti sui lavori in zona, e l’attenzione di residenti e ambientalisti è alta, considerata la lunga storia dell’inquinamento del Quadrante est derivato, appunto, dalle due ex discariche. Ci possono essere modifiche morfologiche della zona a seguito dell’attivazione delle pompe? «Sono ipotizzabili al massimo degli assestamenti di terreno al di sopra dell'ex discariche, che è ovviamente vuoto» ha sottolineato il dirigente del Servizio Ambiente, Ivan Graldi. Lunedì sarà caricato sul sito del Comune l'intero progetto. A servizio dell’impianto è stato installato un impianto fotovoltaico, ed il perimetro è sorvegliato da due telecamere collegate con i sistemi d’allarme, ha sottolineato Lorella Dall’Olio (servizio Ambiente).
I primi nove mesi di monitoraggio da parte dell'Istituto superiore di sanità degli ambienti interni e dell’esterno del nido Salice, intanto, ha rassicurato a proposito della presenza del temuto cvm: «Tutto a posto» ha anticipato l'assessore. Il monitoraggio è stato allungato da 12 a 18 mesi, e la relazione dettagliata su questo primo step è già sulla scrivania del sindaco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
