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Quadri, palio, ombrelloni Ecco il Castello che vorrei

Quadri, palio, ombrelloni Ecco il Castello che vorrei

Tante proposte ieri all’Imbarcadero nell’incontro sul futuro del monumento Maisto esclude la completa musealizzazione, Tagliani guarda alle risorse

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Quale futuro per il Castello Estense? Ieri all’Imbarcadero, alla domanda hanno cercato di dare risposta rappresentanti politici, dell’imprenditoria turistica e dell’associazionismo. La situazione, come noto, è quella dettata dal dimagrimento della Provincia, l’ente che “risiede” in Castello. “«Con la riduzione delle sue funzioni – spiega il presidente Tiziano Tagliani – rende più urgente l’avvio di una riflessione su che fine faranno gli spazi di questo monumento e come si collocano in un contesto più ampio che richiama, vista anche la criticità del terremoto, pure Palazzo Massari, i Diamanti con la Pinacoteca, Palazzo Prosperi. Nella consapevolezza che le risorse finanziarie a disposizione sono poche».

Circa la gestione, è un punto ormai fermo il progressivo passaggio al Comune di Ferrara; una transizione che prende forma nel possibile inserimento in pianta stabile nel percorso museale dei Camerini d’alabastro che, lungo la via coperta, lo congiungono al municipio. Massimo Maisto esclude peraltro la completa musealizzazione: in Castello rimarranno alcuni uffici, «specie quelli che forniscono servizi ai cittadini e ai turisti, il tutto tramite un progetto condiviso e unitario, altrimenti il rischio di vendita a pezzetti sarebbe grosso». Poi per il resto si può parlare di tutto, «anche dell’allestimento museale che non è eterno - sostiene il vicesindaco -. Tuttavia non siamo all’anno zero: il Castello gode di buona salute, nel 2014 ha fatto 128mila ingressi, il massimo dal 2008». Al microfono si alternano gli interventi. Alessandro Fortini (Ente Palio) propone di raccogliere in Castello, anche solo temporaneamente, il patrimonio disperso nelle sedi delle contrade e mette a disposizione «la passione che ruota attorno alla manifestazione e a centinaia di giovani che vi partecipano». Un museo del Palio in Castello «era stata una nostra provocazione non così vana, evidentemente», rivendica il capogruppo in Comune di Forza Italia, Vittorio Anselmi, il quale propone un comitato scientifico che si occupi della gestione di un monumento «molto fragile, tanto che basta poco per rovinarlo, come si rischia con il Giardino delle Duchesse inqualificabilmente utilizzato come pista del ghiaccio per Natale». Anche Maria Chiara Ronchi (Itinerando) dice che “bisogna andarci piano parlando di Castello” e alza l’asticella: “Visto il patrimonio che abbiamo, si deve per forza superare le attuali 350 visite al giorno, puntiamo alle 500”. Alessandro Orsatti, che gestisce la caffetteria recentemente spostata nel cortile, prova a spuntarla con le sedute e gli ombrelloni all’esterno, dato che “servono commercializzazione e servizi chiari verso turisti e fruitori”. Mentre Riccardo Cavicchi (Cna) vede bene il Castello come museo del territorio. Per la musealizzazione completa, sbaraccando gli uffici, l’esponente politico radicale Mario Zamorani.

Fabio Terminali

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