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Ricostruita una delle prime case del cratere

Ricostruita una delle prime case del cratere

Bondeno, l’abitazione era stata dichiarata inagibile e ne era stato disposto l’abbattimento

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BONDENO. E' sicuramente una delle prime case del cratere ad essere stata ricostruita, dopo l'abbattimento a seguito delle lesioni del sisma. Di certo, si tratta della prima ricostruzione integrale sul territorio matildico. «È un'enorme soddisfazione - avverte il sindaco emerito, ora consigliere regionale, Alan Fabbri - avere portato a termine la prima pratica. Sapendo che moltissime sono quelle già avviate e altre in attesa di contribuzione. Con questo passo compiuto nella ricostruzione - avverte Fabbri - i nostri tecnici e uffici hanno dato prova di vicinanza ai cittadini e attaccamento al lavoro, nello smistare centinaia di pratiche per dare un impulso a questa fase ricostruttiva». La prima pratica di abitazione privata è andata ufficialmente in archivio, secondo Fabrizio Magnani, che dirige l'ufficio tecnico, il 7 gennaio. La casa, di proprietà di V. Z., ma concessa in usufrutto alla figlia B. G., era stata dichiarata inagibile e, secondo le perizie, avrebbe dovuto essere abbattuta. La trafila è stata delicata e, dopo le pratiche necessarie, i residenti attendono ora di poter tornare nella propria abitazione, dopo avere usufruito in un primo momento del contributo per autonoma sistemazione abitativa, ed essersi poi sistemati in un appartamento di proprietà.

«Il processo della ricostruzione va avanti - avverte Alan Fabbri - e tra parte privata e pubblica delle opere in cantiere siamo a circa un terzo del percorso. Siamo fiduciosi che alcune strettoie burocratiche dell'ultimo periodo possano sbloccarsi e dare un'accelerazione alla ricostruzione. In Regione, seguirò la situazione anche per questo motivo». L'effettiva entrata dei legittimi proprietari nell'abitazione dovrà, invece, attendere ancora qualche mese, necessario per avere la piena agibilità e preparare il trasloco.

«Le sensazioni - dice B. G., che abiterà nella casa - sono contrastanti, perché anche se siamo felici della conclusione della vicenda e l’abitazione è stata ricostruita tale e quale, resta il rammarico di una casa appartenuta ai nonni, ed appena ristrutturata, demolita per le lesioni provocate dal sisma. I tempi del nostro rientro non saranno immediati, ma speriamo di poter tornare nella nostra abitazione entro aprile-maggio vale a dire all’inizio della primavera».

Mirco Peccenini

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