Carife, venduto il leasing La Fondazione all’oscuro
La lettera dei commissari parla di trasferimento dei dipendenti per crediti ceduti Palazzo Crema domani chiederà informazioni. Arrivi da Napoli a partire da aprile
La lettera con la quale i commissari Carife hanno preannunciato, giovedì scorso, il trasferimento di quasi tutti i dipendenti di Commercio&Finanza a Ferrara, ha messo in movimento i tavoli sui quali si gioca la partita della banca. È infatti ormai chiaro che entro l’1 aprile il leasing napoletano sarà al di fuori del perimetro del gruppo, attraverso la cessione dei crediti e lo svuotamento della società, e in coincidenza diventerà chiaro anche il piano di salvataggio per Carife. Per questo già da domani si muoverà la Fondazione, che è stata colta di sorpresa dalla lettera dei commissari e che intende ora chiedere qualche delucidazione sul percorso della cessione del leasing. Queste dinamiche chiariscono peraltro come i commissari non si muovano di concerto con l’azionista di maggioranza della banca, nemmeno su una trattativa come quella del leasing che andrà ad impattare pesantemente sul patrimonio di Carife (i crediti deteriorati che non saranno venduti ne abbatteranno il capitale) e poi su quello di Palazzo Crema.
La girandola di voci sui possibili acquirenti della banca in questi giorni è ruotata attorno a nomi più o meno datati: Credem e Cariparma su tutti. Mercoledì 11 si scriverà forse la parola definitiva sul possibile coinvolgimento di Banca popolare dell’Emilia Romagna, il cui amministratore delegato, Alessandro Vandelli, illustra quel giorno il Piano industriale 2015-17 e i dati di bilancio 2014. Le domande su Carife e magari PopEtruria non mancheranno e Vandelli, peraltro impegnato anche sul valzer delle ipotesi di fusione con le maggiori popolari italiane, potrebbe sfruttare l’occasione per dire una parola definitiva, dopo tante indiscrezioni.
Resta lo sconcerto dei 49 dipendenti napoletani di Commercio&Finanza, che si troveranno a cambiare vita e in parte lavoro, assieme alle loro famiglie. «Sappiamo solo quanto c’è scritto nella lettera, che il trasferimento di massa avviene a causa della cessione dei crediti dell’azienda - dice Giuseppe Torelli, delegato della Cisl credito - Contiamo ci sia una gradualità nel trasferimento, quantomeno ci viene offerta una prospettiva anche se sarà dura». (s.c.)
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