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«Ferrara non sarà annessa»

«Ferrara non sarà annessa»

Il presidente della Regione su sanità, aree vaste e tagli: puntiamo alla qualità

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PORTOMAGGIORE. «Tagliare gli sprechi», ribadisce il neo-presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che nei palazzoni di via Aldo Moro, a Bologna, ha appena sfrondato gli stanziamenti destinati alle segreterie degli assessorati e all’ufficio di presidenza. Il nuovo modello di sanità all’emiliana, precisa subito traslando il discorso del controllo responsabile della spesa dall’attività politica al piano della salute, è fatto di «meno ospedalizzazioni, più domiciliarità e più assistenza nei territori». Nell’atrio moderno e nuovissimo della “Casa della Salute” di Portomaggiore-Ostellato, inaugurata ieri mattina dopo due anni e mezzo di lavori e collaudi costati circa 2 milioni e mezzo di euro, il neo-governatore dell’Emilia Romagna ha approfittato della ribalta provinciale (la prima visita nel Ferrarese dopo l’iniziativa dedicata al subbuteo, nel dicembre scorso, nel capoluogo) per annunciare i primi interventi urgenti contro il maltempo e il dissesto idrogeologico. L’altro grande tema della visita portuense da affiancare a quello della sanità. Quella locale è uscita molto dimagrita da un triennio di cure massicce (in parte dovute alla contrazione dei finanziamenti statali) e da una riorganizzazione regionale che ha provocato più di qualche protesta e dispiacere tra il fiume Po e il Reno. «Tagli a Ferrara?», replica al cronista Bonaccini prima di muovere i primi passi della visita guidata a fianco del direttore Asl, Paolo Saltari.

«Qualche decina di milioni di euro dai bilanci della sanità, circa 300 posti letto e tre ospedali in provincia di Ferrara durante la legislatura appena conclusa», elenca il cronista. «I ferraresi non devono preoccuparsi - è la risposta del presidente - stiamo andando verso un modello di sanità che offre servizi ad alta qualità ai cittadini». Pochi minuti prima aveva ricordato i percorsi che la Regione ha deciso di sostenere: «Più integrazione tra le aziende ospedaliere e tra ospedali e territori. Oltre alle Case della Salute: fra l’altro ne sorgerà un’altra a Bondeno». Spunta un accenno alla “spina” delle Aree Vaste, con il rischio spesso paventato a Ferrara che dopo l’archiviazione delle Province il territorio estense possa divenire uno “spezzatino” (ipotesi recentemente smentita dalla stessa Regione) o scontare l’“annessione” alla metropoli bolognese. «Oggi non sono qui per parlare di questo», chiosa Bonaccini. Ma poi ci ripensa: «Qui nessuno viene annesso da nessuno, il modello è quello della collaborazione fra territori non della competizione». Sul suo tavolo e su quello dell’assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, sta per prendere forma la delibera per la nomina dei direttori regionali in scadenza, tra cui i due ferraresi, Rinaldi e Saltari. «Entro i primi di marzo - annuncia - faremo tutto». La visita alla struttura è piuttosto veloce. Bonaccini ha un passo sostenuto e il solo Saltari riesce a tenere sempre il ritmo. Il percorso si conclude in una saletta per il rinfresco. Il presidente distribuisce gli ultimi saluti e parte poco dopo aver risposto all’ultima domanda. Sulle liste d’attesa, infatti, il neo-governatore ha fondato una parte della sua campagna elettorale. È una delle «priorità che abbiamo - rimarca - perché nel prossimo futuro possono essere ridotti drasticamente, per alcune prestazioni sanitarie, tempi d’attesa in alcuni casi troppo lunghi. Su questo fronte faremo sul serio e abbiamo pronto un piano grazie al quale già a fine anno vorremmo misurare qualche significativo migioramento». Il «piano» è operativo da un paio di mesi e garantisce ai pazienti l’accesso a visite specialistiche ed esami anche nei week end.

Gioele Caccia

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