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I bambini bielorussi tornano nelle famiglie

I bambini bielorussi tornano nelle famiglie

COPPARO. È in programma anche nel 2015 il Progetto d'accoglienza e vacanza terapeutica per i bimbi della Bielorussia che hanno subito conseguenze per i postumi della nube radioattiva di Chernobyl....

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COPPARO. È in programma anche nel 2015 il Progetto d'accoglienza e vacanza terapeutica per i bimbi della Bielorussia che hanno subito conseguenze per i postumi della nube radioattiva di Chernobyl. Ne è promotrice la fondazione ‘Aiutiamoli a vivere’, col Comitato di Ferrara-Copparo, per l'accoglienza estiva per il prossimo mese di luglio, mentre un altro comitato di Finale Emilia, nel Modenese (con un forte impegno sociale, nonostante i postumi ancora del terremoto del 2012) ospiterà i ragazzi bielorussi nel mese di agosto. Spiega in proposito la responsabile Federica Cecchini: «Anche se in calo rispetto agli scorsi anni, alcune famiglie con affetto e sacrificio sono sempre disponibili all'accoglienza. Facciamo un appello: chiedeteci ulteriori informazioni, saremo lieti di parlarvi del nostro progetto, dei nostri bambini e della gioia che portano nelle nostre case. Il sorriso di questi piccoli ripaga di tutte le fatiche. In merito a questo abbiamo convocato la riunione informativa per il 20 febbraio (ore 21.30) a Palazzo Zardi, in via Garibaldi».

Quella di accogliere la prossima estate nella famiglia un bambino e ragazzo proveniente dalla zone tuttora contaminate dal disastro di Chernobyl (in Ucraina, al confine della Bielorussia) è un'esperienza che da più di 20 anni condividono migliaia di famiglie italiane, oltre a Ferrara e Copparo. Le radiazioni, non vengono assorbite solo attraverso l'aria, ma anche con l'alimentazione. La disastrosa situazione economica bielorussa costringe a nutrirsi di cibi coltivati nelle loro terre altamente contaminate, favorendo l'insorgere di gravi patologie: tumori, leucemie, malformazioni, problemi alla tiroide. Ed ad oggi, l'unico rimedio scientificamente riconosciuto per abbattere parzialmente la radioattività assorbita dall'organismo è di allontanare i ragazzi periodicamente dalle loro zone di residenza. Per informazioni: tel. 328 -234.88.83.

Franco Corli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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