«Non solo un luogo di cura ma una casa per i pazienti»
Portomaggiore, Bonaccini ha inaugurato ieri mattina la struttura sanitaria Il direttore Saltari: il simbolo del nuovo modo di rapportarsi con la malattia
PORTOMAGGIORE. È il punto di partenza della nuova socio-sanità portuense. Il taglio del nastro della Casa della Salute, che darà servizi ai cittadini del territorio locale e di Ostellato, è stata un evento sotto tutti i punti di vista. Sul lato amministrativo per il risultato raggiunto dopo anni di lavoro, su quello politico per la presenza del presidente regionale Stefano Bonaccini. Ad accoglierlo c’erano il nuovo questore Antonio Sbordone, il sindaco ostellatese Andrea Marchi, il direttore dell’ Asl Paolo Saltari e quello del Sant’Anna, Gabriele Rinaldi. Ma sono stati numerosi i cittadini, insieme al personale sanitario, che non hanno mancato il taglio del nastro. Il presidente Bonaccini è arrivato (puntuale) da Ravenna, dove ha partecipato a un vertice sui danni del maltempo. Ad accompagnarlo, il capogruppo Pd in Regione Paolo Calvano e la consigliera Marcella Zappaterra. La cerimonia ha sancito definitivamente l’apertura di una struttura attesa da anni. «La presenza di tutte queste autorità - ha dichiarato il direttore Saltari - mette in evidenza l’importanza dell’evento. Questo non è solamente un luogo di cura, ma rappresenta il simbolo del nuovo modo di curare il cittadino. Qui è nata una sperimentazione sanitaria, un percorso nel quale l’utente viene preso in carico affinché trovi soddisfazione. Gli operatori lo accompagneranno per mano: il nome Casa ricorda la famiglia, ovvero un luogo omogeneo e unito a dispetto di singoli servizi». Il sindaco Nicola Minarelli è stato molto chiaro sulla funzionalità della struttura, rimarcando una sorta di “risarcimento” dopo la chiusura del vecchio ospedale. «Saniamo una ferita - ha detto - ancora aperta nel campo della sanità, una ferita che ha suscitato nel nostro territorio proteste e critiche. Apriamo un nuovo capitolo, chiudendone un altro. Siamo ad un punto di svolta: una nuova partenza. L'intervento non è stato solamente fine a se stesso, sulla struttura, ma ha seguito un ragionamento preciso: razionalizzazione degli spazi ed erogazione di nuovi servizi. Servizi che cambiano l'approccio sanitario in regione. Servizi che potranno migliorare perché esistono le potenzialità per farlo». Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini è partito da più lontano, «dalla depressione di fine Ottocento fino ai livelli occupazionali conseguiti in Emilia Romagna nel dopoguerra. Oggi siamo una delle undici aree più sviluppate d’Europa e la sanità rappresenta in particolare una delle nostre eccellenze».
Enrico Menegatti
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