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Rifiuti, la periferia chiede un patto sul ‘porta a porta’

Stefano Ciervo
Rifiuti, la periferia chiede un patto sul ‘porta a porta’

Le reazioni al progetto Hera: sì al nuovo sistema di raccolta ma con garanzie Niente obblighi ma condivisioni, attenzione agli anziani soli e sconti in tariffa

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FERRARA. Cassonetti a gettone, cupole e sacchetti, porta a porta integrale: i sistemi per portare la raccolta differenziata a Ferrara al 67% nel 2020, come previsto dall’Ue, fanno ancora parte di un mazzo di proposte dal quale Comune e Hera estrarranno entro l’anno in corso quella buona.

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La multiutility ha invece già deciso come mettere al passo con il resto della città le ampie zone del forese che sono sostanzialmente escluse dalla raccolta differenziata. Il metodo, da applicare entro il 2015, è stato spiegato giovedì pomeriggio in commissione ambiente del Comune, e si basa sul porta a porta totale ma a cadenze molto diluite, per raggiungere anche le case sparse nelle quali abitano quasi 9.000 ferraresi. Il progetto prevede una raccolta ogni quindici giorni per carta, vetro e plastica, una settimanale per i rifiuti indifferenziati e il solo autocompostaggio domestico per l’organico.

È una proposta rispondente alle esigenze di questa fetta di popolazione, spesso trascurata e comunque difficile da servire? «Aspetto di conoscere direttamente e nei dettagli il progetto di Hera, certo bisogna tenere conto dei problemi dei tanti anziani ultrasettantenni che vivono soli: oltre 400 nella zona sud» premette Fausto Facchini, ex presidente di circoscrizione che continua ad occuparsi di quel territorio da consigliere comunale.

Nell’ultima consiliatura circoscrizionale era già stato attivato un servizio di raccolta differenziata, a San Martino, con distribuzione dei sacchetti dell’umido, e sulla base di quella sperimentazione, oltre che dell’esperienza accumulata in questi anni, Facchini mette in evidenza punti di forza e vuoti della proposta Hera:

«È un bene che gli anziani, soprattutto, non siano più chiamati a percorrere 300 metri su strade pericolose, dall’uscita del loro passo carrabile che spesso ha alle spalle un tratto di strada bianca, per portare i rifiuti al cassonetto stradale. In questo il porta a porta aiuterà, penso a strade come la Pandolfina ad esempio. Certo sarà necessario spiegare bene alla popolazione il sistema dei passaggi, a giorni e orari precisi, e cercare la loro condivisione. Mi riferisco - è la sottolineatura del consigliere Pd - in particolare all’obbligo di smaltire l’organico attraverso le compostiere domestiche: con la circoscrizione le compostiere venivano regalate, ma un conto è lavorare su base volontaria, un altro è imporre delle pratiche. Meglio cercare la condivisione».

Mette l’accento sull’aspetto economico, invece, Giovanni Cavicchi, consigliere della Lega Nord con azienda agricola nel forese: «Ho seguito la spiegazione in commissione, mi sembra che ancora una volta Hera voglia lucrare sui cittadini senza riconoscerci nulla. La raccolta differenziata estesa al forese è un vantaggio, per l’azienda, ma tutti i soldi incamerati dal recupero del materiale differenziato (1.324.000 nel 2013, ndr) non hanno prodotto vantaggi per la Tari: anzi, la tariffa continua ad aumentare. Se poi aggiungiamo il fatto che i controlli per gli inadempienti sono nulli, o quasi, mi viene da dire che fanno bene quelli che buttano via tutto nel bidone».

Positivo anche per Cavicchi, invece, il porta a porta integrale nel forese («quantomeno mi eviterà il rischio di essere investito lungo via Sgarbata») e giudizio positivo sul compostaggio obbligatorio per l’umido: «In campagna non c’è problema a tenere a casa la compostiera, basta che la forniscano gratis».

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