Torna la quiete ma si contano i danni
Volontari e tecnici ancora al lavoro per risolvere le situazioni più critiche. Bloccati in casa due novantenni a Lido Spina
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PORTO GARIBALDI. Nel primo pomeriggio di ieri è cessata la fase di allarme per alta marea, vento e pioggia ed è stata disposta la chiusura del Coc (Centro operativo comunale con sede presso la Protezione Civile Trepponti). Le squadre di volontari della Trepponti, coadiuvati da quelle giunte da Tresigallo, da Sant’Agostino e da Copparo e da una squadra dell’associazione nazionale carabinieri in congedo, sono da ieri mattina all’opera con le pompe idrovore, per liberare scantinati, case ed aree cortilive ancora invasi dall’acqua.
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Dopo il pattugliamento del territorio in appoggio alle forze dell’ordine, ora alla protezione civile compete anche il recupero dei sacchi di sabbia preparati in fretta e furia considerata l’emergenza e dislocati nei punti più critici del territorio, con particolare riferimento alle sponde del portocanale e ai cortili dell’istituto di istruzione secondaria “Remo Brindisi” e alla scuola materna del Lido degli Estensi. Continueranno anche nelle prossime ore a lavorare a pieno ritmo le 2 pompe idrauliche del Cerpic di Tresigallo in affiancamento alle due in dotazione alla Trepponti che, tra gli altri interventi, è riuscita a trarre in salvo una coppia novantenne, Renato Luciani e Prima Cazzanti, rimasta bloccata nella propria abitazione di Via Romea al Lido di Spina, invasa da mezzo metro d’acqua.
Tantissime le chiamate per i vigili del fuoco, intervenuti in numerose poderali, come in via Taglio Nuovo a Vaccolino, dove la campagna allagata ha sommerso la strada, lasciando isolate per ore diverse famiglie. Cessata l’emergenza, sono stati smontati i 56 posti letto allestiti nella palestra della scuola media di Porto Garibaldi e messi a disposizione dall’Agenzia regionale della protezione civile per eventuali sfollati. Negli stabilimenti comincia la conta dei danni, mentre gli operatori sono già al lavoro, per rimuovere acqua e fango che ha invaso pedane, arredi ed attrezzi. «C’è tanta roba da lavare e altrettanta da buttare – riconosce con amarezza Marco Magnani, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina - e molti colleghi sono messi peggio di me. Staremo qui a pulire ad oltranza, perché non si possono lasciare mobili, pavimenti e arnesi con quattro dita di melma». Nell’immediato, a giudizio di Magnani, partirà una richiesta alla Regione finalizzata al riconoscimento della calamità naturale, ma «è fondamentale che ci vengano riconosciuti –aggiunge – i permessi demaniali per realizzare recinzioni di rinforzo agli stabilimenti balneari, in modo da impedire che ad ogni evento atmosferico eccezionali si riempiano di acqua». Situazione sotto controllo, dunque, anche se la paura per quanto successo non è passata e i cittadini chiedono comunque di essere rassicurati dai tecnici competenti.
Katia Romagnoli
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