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Urti, spinte e schiaffi ai bambini dell’asilo nido

Urti, spinte e schiaffi ai bambini dell’asilo nido

Divieto di dimora per due maestre e una collaboratrice della struttura con sede a Ficarolo

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BONDENO. Niente botte. Al massimo qualche scappellotto. Comunque non violento e che non ha provocato lesioni. Ma non servono necessariamente botte, né lesioni per instaurare un clima di terrore.

Ne sono convinti gli investigatori della Squadra Mobile della questura di Rovigo, guidata dal vice-questore aggiunto Bruno Zito, e la Procura di Rovigo. Oltre al giudice per le indagini preliminari, che ha emesso tre ordinanze di divieto di dimora e d’ingresso se non dietro autorizzazione dell'autorità giudiziaria nel Comune di Ficarolo per tre donne. Due maestre e una collaboratrice dell'asilo nido Peter Pan di Ficarolo. Ospita bimbi dai 12 ai 36 mesi ed è contiguo ma distinto dalla materna, che non entra nell'indagine.

A carico delle tre donne viene ipotizzato il reato di maltrattamenti.

Sono M.C., 57 anni, di Ficarolo, e A. C., 24 anni, di Boara Pisani ma residente a Rovigo, entrambe educatrici; la terza è B. C., 31 anni, originaria di Bondeno ma residente a Ficarolo, collaboratrice addetta alle pulizie e ad altri compiti.

Siamo nella fase delle indagini preliminari e la cautela è d'obbligo. Le difese contano di potere ricontestualizzare ampiamente i fatti e di ottenere in tempi celeri il ritorno alla piena libertà personale per le proprie assistite. L'indagine è durata circa un anno e per circa due mesi ha potuto contare anche sulle riprese delle telecamere nascoste all'interno dell'asilo dal personale della Mobile. Di vario tipo gli episodi che sarebbero stati filmati: in alcuni casi i seggioloni sarebbero stati scossi in maniera violenta, in altri i piccoli sarebbero stati estratti da questi o messi a sedere senza delicatezza. Ci sarebbero poi casi di cibo lasciato cadere a terra dai piccoli e risistemato sui loro vassoi con invito a mangiarlo. Pasti fatti consumare forzatamente, imboccando i bimbi mentre si cercava di tenere loro ferme le manine piuttosto che la testa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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