Bonifica del petrolchimico Arriva la Bicamerale
La commissione d’inchiesta sui rifiuti a fine aprile s’installerà in Prefettura Il presidente Bratti: verificheremo a che punto siamo qui, a Mantova e Ravenna
Fra un paio di mesi un gruppo di deputati e senatori della “Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate” si installerà nella Prefettura di Ferrara per avviare un approfondimento sulle bonifiche del petrolchimico: a che punto sono, problematiche, ritardi...
A guidarla sarà Alessandro Bratti, che presiede la commissione (meglio nota come Bicamerale sulle ecomafie) e conosce anche bene la materia dato che prima di essere eletto in Parlamento per il Pd è stato assessore comunale all’ambiente e ha avuto voce in capitolo nell’Accordo di programma sulla riqualificazione e la compatibilità ambientale del Polo Chimico di Ferrara con cui nel 2001 si posero le basi per la bonifica dei terreni e della falde inquinati dalla pluriennale attività delle aziende chimiche.
Il prevalente campo d’azione della Bicamerale è quello classico dei rifiuti: recentemente la commissione è stata in Veneto dopo la morte di 4 operai in un impianto di smaltimento di “speciali” ad Adria; ha svolto indagini in Liguria, Campania, attualmente sta intensificando i controlli sui traffici transfrontalieri di rifiuti nei porti italiani.
«La nostra è una commissione d’inchiesta che ha gli stessi poteri della magistratura, ma nel caso di Ferrara - specifica Bratti - si tratta di un’attività d’indagine conoscitiva per verificare se e come procede il piano delle bonifiche. E non verremo solo a Ferrara, visiteremo anche i petrolchimici di Mantova e di Ravenna per avere un quadro completo delle attività di bonifica e per verificare, tra l’altro, se vi sono differenze tra i siti d’interesse nazionale e quelli che non lo sono». Mantova è sito d’interesse nazionale, Ferrara e Ravenna no. L’interesse nazionale non ha nulla a che vedere con l’importanza del sito industriale o con l’entità dell’inquinamento del sottosuolo; la differenza sta essenzialmente nelle procedure per le bonifiche, che nel caso dell’interesse nazionale dipendono dal Ministero dell’Ambiente, in caso contrario godono di una maggiore autonomia territoriale.
La missione dedicata alle bonifiche dei siti chimici è in calendario per la fine di aprile e avrà una durata di quattro giorni. La prima tappa sarà a Mantova, anche qui la base sarà la Prefettura. Poi i parlamentari arriverranno a Ferrara, dove è in programma anche una trasferta per visite al porto di Ravenna e di Ancona.
Insieme a deputati e senatori (la commissione è di 30 membri, ma a spostarsi saranno non più di dieci) ci saranno un magistrato, dei consulenti tecnici e degli ufficiali di collegamento che provengono dalle forze dell’ordine; tra gli “ufficiali di collegamento” al servizio della Bicamerale vi sono anche l’ex comandante provinciale dei carabinieri Antonio Labianco e l’ispettore della Polizia di Stato in forza alla Questura di Ferrara Andrea Trombetta.
L’indagine conoscitiva - oltre ad acquisire documentazione specifica - raccoglie le testimonianze dirette degli amministratori locali, delle associazioni ambientaliste e ovviamente sente i dirigenti delle aziende interessate alle bonifiche. La relazione conclusiva viene affidata al Parlamento e fornisce materia prima per eventuali provvedimenti legislativi.
Marcello Pradarelli
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