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Ferrara

protesta dall’ospedale di comunità

«Più pazienti ma il personale è insufficiente»

La Fials: forti disagi a Copparo e a chi si lamenta si risponde: “Ringrazia che hai un lavoro”

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Gli ex ospedali saranno sostituiti a Copparo, Comacchio e Bondeno da ospedali di comunità (Osco) che «a regime - scrive Mirella Boschetti, segretaria provinciale del sindacato Fials - dovrebbero assistere 20 pazienti con un organico di 11 operatori socio-sanitari (oss) e 9 infermieri (10 infemieri da richiesta sindacale). Ma mentre il numero dei pazienti nell’Osco di Copparo è salito a 19, ad assisterli rimane un esiguo ed insufficiente numero di operatori: 8 infermieri e 10 oss a copertura dei tre turni, per 365 giorni all’anno».

Una situazione che suscita forte disagio nel personale, sottolinea il sindacato. «I lavoratori non ne possono più - aggiunge la Fials - di lavorare sotto organico, di non essere ascoltati nelle richieste minime quale la richiesta di ausili, di assistere in numero risicato una tipologia di pazienti riconducibile per l’aspetto assistenziale a pazienti di Rsa e per il grado di criticità a pazienti di unità operative di Medicina». Che gli ospiti dell’Osco di Copparo, rimarca Boschetti - siano pazienti critici «trova conferma nella presenza del Medico di medicina generale ben oltre le 2 ore preventivate e, con più accessi giornalieri, il ricorso al 118 e alla continuità assistenziale (ex guardia medica)». Un aggravio di lavoro e di responsabilità che pesa, oltre che sulle spalle dei medici, su quelle di infermieri e oss, commenta la Fials. Che poi elenca le carenze segnalate e ancora, a suo avviso, non affrontate. Come la fornitura nei bagni «degli ausili necessari per agevolare il lavoro degli operatori sanitari e facilitare la mobilizzazione in sicurezza dei pazienti non autosufficienti».

La Fials ribadisce che «lo smantellamento della Lungodegenza di Copparo «su cui erano state di recente investite ingenti risorse economiche per accreditarla» ha comportato sprechi di cui l’Asl dovrebbe «rendere conto» e sollecita «l’adeguamento in tempi certi dei locali dell’Osco con gli ausili necessari a dare maggior autonomia e sicurezza ai pazienti e ad agevolare il lavoro degli operatori, l’adeguamento degli organici infermieristici ed oss al numero ed ai reali bisogni assistenziali degli utenti, la predisposizione della turnistica nel rispetto degli accordi aziendali vigenti».

La condizione di disagio lavorativo degli operatori sanitari del comparto (infermieri, oss, etc.), sostiene Boschetti, «non è un fenomeno circoscritto, è oramai diffuso in entrambe le aziende sanitarie. La Fials si è incontrata in questi giorni con i lavoratori di molte unità operative di degenza, i problemi sono sovrapponibili». “Ringrazia che hai un lavoro”, conclude Boschetti, «pare essere la parola d’ordine per fiaccare ogni loro richiesta».

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