Bonifiche, manca solo Syndial all’appello
Tutte le società hanno completato le analisi di rischio, l’azienda del gruppo Eni dovrebbe essere pronta a giugno
Gli uffici del Servizio Ambiente del Comune stanno aggiornando il quadro delle bonifiche nell’area del Petrolchimico. L’ultimo dettagliato resoconto sullo «Status Bonificarum” è dell’aprile 2014 e comprende non solo il piano di bonifiche del polo industriale, ma tutti i procedimenti aperti nel territorio comunale.
Il dato che emerge oggi - e che sicuramente interesserà la commissione Bicamerale che a fine aprile sarà a Ferrara per verificare come procede la bonifica del sito inquinato - è che ormai tutte le società del petrolchimico hanno presentato le analisi di rischio e i relativi progetti di bonifica, con la sola esclusione di Syndial; la società del Gruppo Eni sta però completando il lavoro, che dovrebbe essere in dirittura d’arrivo; la presentazione di tutta la restante documentazione è annunciata entro giugno.
Alla fine del 2014 il Comune ha dato l’ok al programma di analisi presentato da Syndial, che ora sta procedendo. Se non vi saranno intoppi e non emergeranno problemi e criticità dalle analisi delle matrici superficiali (terreno e prima falda) entro la fine dell’estate il progetto di bonifica dovrebbe essere approvato dalla giunta comunale; Di solito la verifica prende un paio di mesi, ma nel caso di Syndial la valutazione dell’analisi di rischio si presenta complessa in quando la società Eni è proprietaria di circa 100 ettari di terreno, una superficie pari a un terzo di tutta l’area del petrolchimico; di conseguenza anche la massa di dati sarà ingente.
A novembre 2014 la giunta comunale aveva approvato l’analisi di rischio di Yara, in quell’occasione erano stati forniti dei dati sull’attività svolta nei 40 ettari di Yara: 97 sondaggi, oltre 500 campioni di terreno prelevati, 70 campionamenti delle acque sotterranee (falda freatica), 32 mila analisi chimiche; e nei mesi successivi il benestare è arrivato pure per Basell e Sapio.
Per quantto riguarda Versalis (ex Polimeri Europa) la data di approvazione delle analisi di rischio risale al maggio 2103 , ed esattamente un anno fa il Comune ha rilasciato la certificazione finale per il piano di monitoraggio.
Le analisi di rischio - in base alla normativa in vigore dal 2006 (decreto 152) - servono per stabilire se le concentrazioni di inquinanti costituiscono un rischio per la salute di chi lavora nell’area (si rilevano anche eventuali vapori nocivi) dal suolo) o per l’ambiente. Se le analisi escludono tali rischi, non si deve più procedere alla bonifica; terreni e acque devono però essere monitorati seguendo un preciso calendario mediate analisi trimestrali o semestrali per un periodo di solito non inferiore ai cinque anni. Ad esempio per Yara la delibera comunale ha stabilito controlli trimestrali per almeno cinque anni attraverso i 17 piezometri posizionati.
Il monitoraggio ha lo scopo di accertare se la situazione resta quantomeno immutata, cioè se - in base ai parametri di legge - permane l’assenza di rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Le analisi di rischio vengono eseguite dalle aziende, ma il protocollo stabilisce che il 20% debbono essere eseguite in contraddittorio con Arpa.
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