La Nuova Ferrara

Ferrara

Bonifiche, manca solo Syndial all’appello

di Marcello Pradarelli
Bonifiche, manca solo Syndial all’appello

Tutte le società hanno completato le analisi di rischio, l’azienda del gruppo Eni dovrebbe essere pronta a giugno

3 MINUTI DI LETTURA





Gli uffici del Servizio Ambiente del Comune stanno aggiornando il quadro delle bonifiche nell’area del Petrolchimico. L’ultimo dettagliato resoconto sullo «Status Bonificarum” è dell’aprile 2014 e comprende non solo il piano di bonifiche del polo industriale, ma tutti i procedimenti aperti nel territorio comunale.

Il dato che emerge oggi - e che sicuramente interesserà la commissione Bicamerale che a fine aprile sarà a Ferrara per verificare come procede la bonifica del sito inquinato - è che ormai tutte le società del petrolchimico hanno presentato le analisi di rischio e i relativi progetti di bonifica, con la sola esclusione di Syndial; la società del Gruppo Eni sta però completando il lavoro, che dovrebbe essere in dirittura d’arrivo; la presentazione di tutta la restante documentazione è annunciata entro giugno.

Alla fine del 2014 il Comune ha dato l’ok al programma di analisi presentato da Syndial, che ora sta procedendo. Se non vi saranno intoppi e non emergeranno problemi e criticità dalle analisi delle matrici superficiali (terreno e prima falda) entro la fine dell’estate il progetto di bonifica dovrebbe essere approvato dalla giunta comunale; Di solito la verifica prende un paio di mesi, ma nel caso di Syndial la valutazione dell’analisi di rischio si presenta complessa in quando la società Eni è proprietaria di circa 100 ettari di terreno, una superficie pari a un terzo di tutta l’area del petrolchimico; di conseguenza anche la massa di dati sarà ingente.

A novembre 2014 la giunta comunale aveva approvato l’analisi di rischio di Yara, in quell’occasione erano stati forniti dei dati sull’attività svolta nei 40 ettari di Yara: 97 sondaggi, oltre 500 campioni di terreno prelevati, 70 campionamenti delle acque sotterranee (falda freatica), 32 mila analisi chimiche; e nei mesi successivi il benestare è arrivato pure per Basell e Sapio.

Per quantto riguarda Versalis (ex Polimeri Europa) la data di approvazione delle analisi di rischio risale al maggio 2103 , ed esattamente un anno fa il Comune ha rilasciato la certificazione finale per il piano di monitoraggio.

Le analisi di rischio - in base alla normativa in vigore dal 2006 (decreto 152) - servono per stabilire se le concentrazioni di inquinanti costituiscono un rischio per la salute di chi lavora nell’area (si rilevano anche eventuali vapori nocivi) dal suolo) o per l’ambiente. Se le analisi escludono tali rischi, non si deve più procedere alla bonifica; terreni e acque devono però essere monitorati seguendo un preciso calendario mediate analisi trimestrali o semestrali per un periodo di solito non inferiore ai cinque anni. Ad esempio per Yara la delibera comunale ha stabilito controlli trimestrali per almeno cinque anni attraverso i 17 piezometri posizionati.

Il monitoraggio ha lo scopo di accertare se la situazione resta quantomeno immutata, cioè se - in base ai parametri di legge - permane l’assenza di rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Le analisi di rischio vengono eseguite dalle aziende, ma il protocollo stabilisce che il 20% debbono essere eseguite in contraddittorio con Arpa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google