Continua il calo delle imprese ferraresi
Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è di -171, nel 2013 era stato di -305. Record negativo di aperture con poco più di 2mila
È proseguita anche nel corso del 2014 l’emorragia che investe ormai dal 2007, in pratica senza soluzione di continuità, l’attività imprenditoriale in provincia. A fine anno, il saldo tra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni è stato negativo per 171 unità; comunque un bilancio leggermente meno pesante di quello del 2013 (-305 unità), quando furono 2.472 le aziende che chiusero i battenti. La frenata nelle uscite, tuttavia, non è stata sufficiente ad invertire il segno del saldo per via del nuovo record negativo stabilito dalle aperture: poco più di 2mila, il dato più contenuto degli ultimi quattordici anni. Questi i dati di sintesi dell’indagine Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sui dati del Registro delle imprese.
«Per ridare lavoro a chi lo ha perso e ai tanti giovani che lo cercano - dice il presidente dell’ente camerale, Paolo Govoni - bisogna mettere l’impresa al centro dell’azione riformatrice del Governo e del Parlamento, semplificando il quadro normativo e fiscale e lavorando con determinazione per combattere le inutili incrostazioni burocratiche che frenano i nostri imprenditori. Il modello di sviluppo nel quale crede la Camera di commercio è quello fatto di imprenditorialità diffusa, distretti, filiere, reti, territorio, in cui le opportunità, della modernizzazione e delle nuove tecnologie, sono aperte a tutti. Così come le sfide della capacità manageriale – aggiunge Govoni - e della solidità patrimoniale, riguardano tutti, grandi e piccoli».
Per ciò che riguarda le forme giuridiche, forte è stata la crescita nel 2014 delle società di capitali (+127 unità). Il dato conferma un orientamento ormai consolidato anche tra i neo-imprenditori ferraresi che, per affrontare il mercato, si affidano sempre più spesso a formule organizzative più “robuste” e strutturate. In terreno positivo anche società cooperative e consorzi, mentre continuano a soffrire le imprese individuali che, pur riducendo fortemente le chiusure (374 in meno rispetto al 2013), registrano una frenata delle iscrizioni (-44 rispetto all’anno precedente). I settori che più degli altri hanno contribuito alla tenuta del sistema delle imprese appartengono tutti alle attività di servizio destinati al consumatore finale. I saldi maggiori, in termini assoluti, si registrano nelle attività di alloggio e ristorazione (+47 unità), nelle attività finanziarie e assicurative (+15) e nel noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+14). I settori in contrazione più marcata sono invece quelli dell’universo agricolo (-146), delle costruzioni (-59) e delle attività immobiliari (-50).
Le imprese giovanili, pur riducendosi rispetto allo scorso di 122 unità, rappresentano più di un quarto del totale delle iscrizioni e circa il 13% delle chiusure complessive. Per le imprese straniere, la differenza tra aperture e chiusure è sempre positiva, sebbene inferiore allo scorso anno e corrisponda addirittura alla metà di quanto rilevato nel 2011. Ad una pressoché conferma delle iscrizioni, trova infatti riscontro una leggera crescita delle cancellazioni. Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, l’andamento della movimentazione torna positivo, con un saldo complessivo pari a +78 unità, il migliore risultato degli ultimi quattro anni, anche al lordo del settore primario, il cui trend è da tempo in contrazione e dove è concentrato circa il 18% delle imprese rosa.
Fabio Terminali
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