Le memorie di una donna che assaltò il municipio
Bondeno, sabato alla sala 2000 la presentazione del libro di Bracciano Lodi Le testimonianze di Lidia Bellodi, ultima sopravvissuta di quel 18 febbraio 1945
BONDENO. Sono passati settant’anni dall'eroico atto dell'assalto al municipio, da parte di un gruppo di donne di Bondeno, decise ad entrare negli uffici per distruggere i registri di leva, e fermare la barbarie dei rastrellamenti nazi-fascisti, a Bondeno e nelle frazioni. Di quell'eroico assalto, che valse la medaglia di bronzo al valore al Comune di Bondeno, esistono varie testimonianze, come "Donne contro", scritto da Delfina Tromboni e che ha avuto anche un'edizione in inglese. O come il film: "I figli non sono della guerra". Da ieri, tuttavia, la bibliografia di quell'evento si è arricchita anche del volume dedicato alla vita di Lidia Bellodi, l'ultima superstite dell'intrepido assalto al municipio del 18 febbraio 1945: si parla del volume, "Lidia Bellodi. Memorie di una donna coraggiosa", che sarà presentato ufficialmente sabato mattina (ore 9,30, al 2000) da Bracciano Lodi (Anpi), Lidia Bellodi, dall'assessore alla cultura, Francesca Poltronieri, da Ormea Lupi (Udi) e Elisabetta Sgarbi (Bompiani). Il libro è il tributo ad «Una donna coraggiosa, diventata il simbolo di un periodo storico». Lidia Bellodi entrò nella Resistenza dopo essere stata avvicinata da Silvana Lodi (nome di battaglia "Carla", alla quale oggi è intitolata la sezione Anpi di Bondeno; ndr). La quale disse a Lidia che c'era un'organizzazione clandestina che stava cercando di porre fine alle violenze e alle persecuzioni del '43-'45. Lidia Bellodi decise di mettersi in gioco e scoprirà solo a guerra conclusa che anche il padre aveva fatto segretamente parte della Resistenza. «Ho avuto il piacere di conoscere Lidia durante le tante manifestazioni organizzate assieme all'Anpi - spiega Francesca Poltronieri - soprattutto nelle scuole, ma anche durante un consiglio comunale straordinario, nel 2010. Il messaggio contenuto nel libro è rivolto alle nuove generazioni e rende la cittadinanza orgogliosa del suo gesto eroico. Il 18 febbraio torneremo nelle scuole, per rendere attuale quel messaggio». Per la cronaca, l'assalto al municipio arrivò all'apice del secondo conflitto mondiale e portò, anche se per un breve volgere, a veder sventolare dal municipio la prima bandiera tricolore italiana, due mesi prima della Liberazione. Il libro non è solo un omaggio a quella impresa, ma la storia di una famiglia, vissuta in un'epoca forgiata dal lavoro nei campi e dei braccianti.
Mirco Peccenini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
