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Massenzatica, nuove soluzioni per il ponte

Massenzatica, nuove soluzioni per il ponte

Il sindaco Padovani: stiamo cercando di fare il possibile, consapevoli dei disagi ai cittadini

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MASSENZATICA. È passato quasi un anno dal tragico incidente sul ponte di Massenzatica che ha visto la morte di quattro ragazzi. Era il 18 marzo e il 21 la procura di Ferrara ha disposto il sequestro del tratto stradale (con il ponte, denominato Ponte Trapella) interessato dal tremendo schianto. Obiettivo, quello di verificare, con le perizie le condizioni strutturali e statiche sia della strada che del ponte, percorsi dalla “Bmw” guidata da Matteo Carli, 29 anni, e con a bordo i 3 amici, Nicoleta Carunto, 20 anni, romena e l’amica e connazionale Liliana Dragnescu, 31 anni, e Stefano Bertaglia, 30 anni, di Ariano Polesine, tutti deceduti nell’auto finita nelle acque del Canal Bianco. Il ponte, oggi, è ancora chiuso e i cittadini chiedono che si intervenga in maniera decisiva, considerati gli enormi disagi. «Capisco perfettamente la situazione - dice il sindaco di Mesola Gianni Padovani - e davvero stiamo facendo il possibile. Il punto è che i giudici hanno sì detto che vi sono dei problemi strutturali, ma siamo noi a doverli “cercare” ed è per questo che l’ing. Mezzadri sta già preparando la relazione». Intanto, «stiamo studiando naturalmente soluzioni alternative». Quali? «In primo luogo si è pensato alla realizzazione di un ponte nuovo - va avanti il primo cittadino - ma costa troppo e i tempi sarebbero molto lunghi». Quindi? «Stiamo pensando di aprire il ponte con percorribilità limitata, ma ancora dobbiamo studiarne le modalità. Si sta pensando anche al senso unico alternato, i tecnici sapranno dare presto delle risposte».

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