Spacciavano droga con la falsa griffe
Sui pani di hashish il marchio (finto) di una marca d’abbigliamento: in manette due tunisini, capi del traffico sui Baluardi
Erano i capi del giro di spaccio sulle Mura dei Baluardi, Noureddine Toumi, e Aymen Mrabet, tunisini, 30enni, entrambi residenti in città. Li hanno fermati e arrestati sabato sera gli uomini della squadra mobile che hanno ‘fiutato’ il carico di droga, i pani di hashish per un chilo e mezzo, nascosti prima nell'auto e poi in casa, tutta droga destinata allo spaccio nella zona dei Baluardi.
La droga era la fornitura di una intera settimana di fumo per la zona dei Baluardi (valore di migliaia e migliaia di euro), da tagliare e confezionare per poi dare in conto vendita ai tanti ‘spaccini’ che ormai da tempo fanno parte del panorama delle Mura rinascimentali, zona, del resto diventata negli anni altro punto di spaccio, gestito e governato dai trafficanti tunisini. Circostanza questa ormai confermata anche dalle guerre dietro lo spaccio, e si ricordi ad esempio il regolamento di conti quando anni fa un giovane tunisino venne ucciso con una katana, una spada giapponese da un gruppo di marocchini. La droga è stata sequestrata in due fasi: prima un chilo di hashish che la Polizia di Stato ha intercettato sabato scorso a bordo dell’auto a Chiesuol del Fosso: la Ford Fiesta guidata da Noureddine tornava da fuori provincia dove i due erano stati a rifornirsi del carico settimanale. In auto c’era anche Mrabet e così sono stati arrestati in flagranza e in concorso, per detenzione a scopo di spaccio di stupefacenti. I 10 panetti di hashish del peso complessivo di 1 chilo lo avevano nascosto nel vano motore. Mentre altri 400 grammi sono stati trovati a casa di Mrabet, (in via Boccacanale) con un bilancino e l’occorrente per preparare le dosi. Proprio questa partita di hashish è particolare perchè impresso sul pane di hashish c’è il marchio, falso ovviamente, di una marca di abbigliamento di lusso, usato solo per differenziare la droga, una sorta di riconoscimento, per indicare l’alta qualità della droga. Una operazione conclusa ieri in tribunale davanti al giudice: il processo per direttissima è stato aggiornato a marzo, mentre il giudice ha ordinato il carcere per Noureddine (arrestato già due volte e condannato per droga) e l’obbligo di dimora per l’altro. Il questore Antonio Sbordone ha evidenziato «come i blitz e i controlli siano un deterrente contro spaccio e altro, ma occorrono operazioni di questo livello investigativo per dare un colpo al traffico di droga in città».
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