Bloccati 2 camion ai cancelli della Mirror
Tensione a Sant’Agostino: gli ex lavoratori Lk impediscono il transito dei tir, l’arrivo di carabinieri e polizia riporta la calma
SANT’AGOSTINO. Infinita, interminabile vicenda Mirror, la fabbrica di Sant’Agostino specializzata in lavorazioni sulla ceramica, non accenna a mostrare nemmeno l’ombra della parola fine e anche ieri mattina ha riservato le sue sorprese. Una decina di ex lavoratori della Lk, che da mesi chiedono il reintegro lavorativo nell’ambito di una vicenda molto complessa, si sono distesi a terra ed hanno bloccato, per circa 1 ora, l’ingresso nello stabilimento a 2 camion pieni di sottoprodotti. Una decisione improvvisa, ma per certi versi annunciata nelle ultime ore quando gli stessi manifestanti avevano fatto capire a chiare lettere che la loro presenza davanti ai cancelli della Mirror avrebbe vissuto nuove puntate. Stando alla ricostruzione di alcuni testimoni il blocco dei cancelli sarebbe iniziato attorno alle 10,30; immediatamente i proprietari hanno avvisato carabinieri e polizia. I primi a giungere sul posto sono stati i carabinieri di Sant’Agostino e personale della questura di Ferrara. All’arrivo delle forze dell’ordine in sostanza il presidio si è sciolto, si sono evitate situazioni ben più gravi e i 2 camion hanno potuto fare ingresso e poi uscire dalla Mirror. Lo stesso Stefano Guidi, amministratore delegato della fabbrica, ha ammesso, ieri, raggiunto al telefono: «Non è accaduto nulla di grave - ha risposto l’ad - ma certo sono situazioni che preferiremo non avere». Non risultano, tuttavia, interruzioni nel ciclo produttivo della fabbrica per quanto riguarda la giornata di ieri. La richiesta dei 14 ex Lk resta la medesima: essere reintegrati in organico, richiesta alla quale si oppone senza mezzi termini e offrendo le proprie ragioni lo stesso Guidi: «Abbiamo partecipato all’incontro col Prefetto - ha proseguito l’ad nella telefonata di ieri mattina - e mi chiedo: cosa potremmo inventarci? La nostra posizione non cambia. In ‘sostituzione’ abbiamo anche proposto forme di ‘incentivi’, ma nulla è stato accettato». L’impressione che se ne ricava è che l’ad non sia più disposto a prendere parte ad incontri ufficiali. Questo si vedrà. Di certo c’è la volontà dichiarata dell’ad di non venire meno alle posizioni finora assunte. La vicenda Mirror è conclusa? È saggio nutrire molti dubbi.
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