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Calvano torna in pista per la terza volta

Calvano torna in pista per la terza volta

Dopo la nomina a capogruppo non era tra i papabili alla segreteria regionale. Ma qualcosa è cambiato

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Paolo Calvano è “quell’onda che viene che va”. Sembrava che la nomina a capogruppo regionale avesse travolto ogni possibilità di concorrere per la segreteria regionale del Pd. Lo stesso Calvano lasciava intendere che il lavoro di capogruppo è di così grande impegno e responsabilità che si poteva anche dire addio senza tanti rimpianti all’idea di guidare il partito dell’Emilia Romagna.

Nelle ultime settimane il nome di Calvano come probabile successore di Stefano Bonaccini era uscito dal novero dei papabilissimi alla carica. Ma un’onda, non si quanto anomala, l’ha riportato in alto. Non è stato lui a farsi avanti, la riemersione della sua candidatura deriverebbe invece dalla necessità che ha il Pd di individuare una figura in grado di garantire un'intesa ampia nel gruppo dirigente, un’intesa che travalichi gli schieramenti dei renziani puri e di quelli impuri, dei bersaniani convinti, di quelli meno ortodossi.

Calvano probabilmente sarebbe già segretario se il congresso regionale non fosse stato rimandato due volte nel 2014: in primavera per evitare che si sovrapponesse con la campagna elettorale delle europee e delle amministrative di maggio; in autunno a causa delle elezioni regionale anticipate che sono state innescate dalle dimissioni di Errani.

Se la terza è quella buona lo si vedrà molto presto. Il 19 aprile - così ha deciso la direzione regionale - si terranno le primarie che come vuole lo statuto saranno aperte a tutti (non solo agli iscritti) per eleggere il segreterio.

Calvano, che aveva già depositato in luglio (poco prima delle dimissioni di Errani) le firme per la sua candidatura ha tempo fino al 27 febbraio per confermarla o fare un passo indietro. Nella sua stessa condizione si trovano il civatiano Antonio Mumolo e l'ex sindaco di Carpi Enrico Campedelli. I nuovi candidati dovranno farsi avanti entro il 10 marzo con le firme degli iscritti (da 500 a 800) o con quelle dei componenti dell’assemblea regionale (da 26 a 50).

A far risalire le quotazioni di Calvano ha contribuito anche la rinuncia a candidarsi del segretario di Ravenna Michele De Pascale, molto vicino a Bonaccini, come del resto Calvano.

Tra capogruppo e segretario regionale non c’è incompatibilità, semmai può esserci una questione di opportunità che può essere tranquillamente risolta il giorno dopo le primarie. Sempre che Calvano decida di rimettersi in gioco. Lui non si sbilancia. Ancora. Ieri sera alle 20,30 era convocata la direzione provinciale del Pd proprio sul congresso ferrarese e su quello regionale; può darsi che arrivi già da lì un segnale.

Sul chi va là c’è l’area che fa capo al forlivese Balzani (sfidante di Bonaccini per la candidatura a presidente della Regione) che potrebbero lanciare Piergiorgio Licciardello, presidente del Pd bolognese.(m.p.)

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