Lo scoop mondiale condiviso da 154 giornalisti e 55 testate
Ma cosa si cela dietro lo scandalo Swissleaks? Si tratta di un vasto sistema di evasione fiscale, accertato e incoraggiato dal gruppo bancario Hsbc, che avrebbe permesso ai clienti prestigiosi dell’is...
Ma cosa si cela dietro lo scandalo Swissleaks? Si tratta di un vasto sistema di evasione fiscale, accertato e incoraggiato dal gruppo bancario Hsbc, che avrebbe permesso ai clienti prestigiosi dell’istituto di eludere tasse e nascondere milioni di dollari, attraverso la filiale svizzera Hsbc Private Bank: come ha rivelato il quotidiano francese Le Monde, in possesso di dati bancari riservati dal 2014.
Ma il giornale francese - sottolinea il sito Wired.it - non è solo nell’inchiesta, poichè ha condiviso le rivelazioni con altri media internazionali, coordinati dall’International Consortium of Investigative Journalists con sede a Washington: tra essi figurano Bbc e Guardian e in Italia il settimanale l’Espresso, mentre in tutto il mondo sono 154 i giornalisti da 47 paesi e 55 le testate coinvolte. Al centro di tutto, una maxi frode mondiale da 180,6 miliardi di euro, ossia i soldi di oltre 100.000 clienti e 20.000 società offshore transitati sui conti HSBC di Ginevra, in un arco di tempo tra novembre 2006 e il 31 marzo 2007. La vicenda richiama in causa la lista Falciani, i documenti raccolti dal funzionario di Hsbc, Hervé Falciani, che, forniti al fisco, nel 2008 scatenarono l’ira della banca svizzera e innescarono la prima grande inchiesta, in tutta Europa e anche a Ferrara tra il 2010 e il 2011. Il sistema fraudolento, che ad esempio il Guardian descrive come routinario, si articolava nell’autorizzazione per i clienti a ritirare mazzette di denaro in valuta straniera, a godere di assistenza ai limiti della collusione, per nascondere conti in nero alle autorità nazionali, consentendo l’apertura di conti a soggetti esposti sul fronte del crimine e della corruzione.
La banca ha riconosciuto il fallimento dei controlli e l’incapacità di supervisionare le operazioni in Svizzera avrebbe quindi portato a nuove verifiche, solo a partire dal 2011. Le autorità fiscali hanno avuto accesso ai file oggetto dei leaks fin dal 2010 ma solo oggi viene svelata pubblicamente la cattiva e reiterata prassi della banca svizzera.
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