La Nuova Ferrara

Ferrara

la nuova nel 2013

Ma quell’abito non era da prima donna

Il ritratto di Isabella d’Este attribuito a Leonardo era già stato visionato nel 2013 dalla massima autorità su Leonardo, Carlo Pedretti, che ne aveva attestato la veridicità. La notizia l’aveva data...

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Il ritratto di Isabella d’Este attribuito a Leonardo era già stato visionato nel 2013 dalla massima autorità su Leonardo, Carlo Pedretti, che ne aveva attestato la veridicità. La notizia l’aveva data in esclusiva “Sette”, il magazine del Corriere della Sera, che mostrava la tela e ne ricostruiva gli spostamenti nel corso degli anni grazie a documenti e testimonianze, pubblicando anche i risultati della perizia effettuata con la prova carbonio-14, positiva al 95,4%. È stato «ritrovato dopo 500 anni in un caveau svizzero il ritratto che Leonardo da Vinci fece alla marchesa di Mantova Isabella d’Este, quadro che gli storici ormai disperavano di trovare, dubitando persino che fosse mai stato dipinto», scriveva il magazine. “Sette” pubblicava anche la lettera che lo studioso - secondo cui il ritratto sarebbe stato dipinto da Leonardo nell'ultimo periodo di attività - scriveva ai rappresentanti dei proprietari: «Nell'ottobre del 1514 Isabella d’Este veniva alloggiata in Vaticano, ospite dello stesso papa e di Giuliano de’ Medici, per cui è impensabile che non abbia voluto rivedere Leonardo”. La Nuova Ferrara il 7 ottobre 2013 ha pubblicato un’intera pagina con il contributo dello storico Lorenzo Bonoldi. In sintesi: non sarà Leonardo da Vinci, ma di certo è Isabella d’Este. Bonoldi: «Come è possibile che il genio di Leonardo, notoriamente caratterizzato da un’inclinazione quasi maniacale allo studio e alla sperimentazione, abbia ripreso in mano lo stesso progetto dopo 14 anni senza alcuna sostanziale modifica». Bonoldi ha fatto riferimento anche all’abito, considerando che la marchesa ferrarese era la premiere dame della moda nel continente, dettava legge e decideva le novità: infatti l’abito che inodossa nel ritratto era in voga certamente nel 1500 (soggiorno di Leonardo a Mantova) ma già datato nel 1514 (anno che Pedretti indica per la realizzazione del dipinto.

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