Tpl, il sì dei sindacati all’accordo
«Revocato lo stato di agitazione, bene l’impegno dei Comuni»
I sindacati dei trasporti hanno revocato lo stato di agitazione che era stato proclamato alla fine del 2014 di fronte alla prospettiva del trasferimento a Bologna di 40 autisti e ad altre misure ritenute penalizzanti per i lavoratori. La decisione è stata presa da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Faisa Cisal e Ugl dopo l’assemblea con i lavoratori in cui è stato presentato l’accordo siglato pochi giorni fa con Ami, Provincia e Comuni. L’accordo stabilisce che Ami e Consorzio Tpf (Tper più i privati consorziati in Fem) prorogheranno il contratto di servizio per il trasporto pubblico locale (Tpl) fino al 2019, anno in cui si farà una gara unica per il bacino di trasporto Bologna-Ferrara. Nel verbale di accordo si indica anche l’obiettivo di ridurre nel giro di due anni il deficit che grave sulla gestione ferrarese di Tper (oltre un milione l’anno di perdite).
«I contenuti dell’accordo - dicono i sindacati - superano lo spirito punitivo della proposta iniziale, che ricercava risparmi dai salari (di certo non ricchi) dei dipendenti, per intraprendere un più lungimirante percorso volto alla ricerca del miglior efficientamento del servizio con un piano di azioni da definire entro il 30 aprile 2015».
I sindacati sottolineano che «l'attuale situazione economica potrebbe variare in funzione del minor costo del carburante e possibili razionalizzazioni di costi legati a strutture, officine, servizi e personale in previsione di un numero importante di pensionamenti». Quest’ultima voce delle fuoriuscite volontarie è quelle che dovrebbe incidere di più sulla riduzione dei costi.
I sindacati «apprezzano» che «in un periodo di crisi come questo» vi sia anche «l'impegno dichiarato dai Comuni di ricercare ogni possibile contributo per difendere il sistema di trasporto pubblico locale come elemento non secondario del welfare locale, dimostrando così di non voler tagliare servizi o scaricare il costo di questi semplicemente sul lavoro». Si cercherà anche di razionalizzare le linee, o meglio i chilometri: le corse urbane o extaurbane senza passeggeri o con utenza davvero al minino potrebbero essere soppresse e i relativi chilometri reimmessi su altre tratte. Alle trattative di questi mesi ha partecipato anche Usb, che poi non ha firmato l’accordo.
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