Una perizia su bimba invalida dopo la nascita
La piccola nata un anno fa al S.Anna: la denuncia presentata dai genitori su presunti errori
Una bimba di un anno sarebbe rimasta invalida dopo l’asfissia alla nascita, avvenuta nel reparto di ginecologia del Sant’Anna e ora sul caso sono in corso accertamenti da parte della procura di Ferrara che ha aperto un fascicolo contro ignoti. Dunque - come riferisce l’agenzia Ansa - è al vaglio della procura cittadina la vicenda della bambina nata lo scorso febbraio e rimasta gravemente invalida dopo il parto cesareo urgente all' ospedale Sant’Anna. La vicenda era stata denunciata dai genitori in una querela per lesioni gravi colpose presentata lo scorso maggio e ora è stata integrata dall'avvocato Chiara Rinaldi.
Il pm Ciro Alberto Savino, che indaga contro ignoti, ha disposto una consulenza tecnica affidata ai medici Luciano Ghisoni e Adele Teodoro che dovrebbe essere depositata a breve e sulla base dei risultati il magistrato valuterà la prosecuzione dell’indagine.
La bambina è rimasta affetta, secondo la denuncia, da «asfissia perinatale ed encefalopatia ipossico ischemica di grado severo», che interessa cioè il sistema nervoso. La famiglia ha chiesto alla Procura di valutare le condotte dei medici e della ginecologa che seguirono la gravidanza, gli accessi al pronto soccorso e il ricovero della donna e di valutare inoltre i ruoli di chi si occupò della piccola. In particolare la denuncia ha chiesto di approfondire, sin dal dicembre 2013, «l'omessa valutazione dell'elevato numero di globuli bianchi evidenziati dagli esami labirintici, anche dopo la somministrazione di farmaco antibiotico», in concomitanza di una presunta infezione oltre a ripetuti dolori al basso ventre della madre che hanno portato al ricovero il giorno prima del parto. Per il legale della famiglia della piccola sono inoltre da valutare le condotte dei medici che seguirono il ricovero della donna nel reparto di Ginecologia. E da accertare perché in presenza di leucocitosi, dolori al ventre e, sin dalle ore 21.30 circa, di tracciati cardiotografici non «rassicuranti e, di poi, francamente tachicardici, i sanitari hanno atteso circa tre ore prima di effettuare il taglio cesareo avvenuto solo alle ore 00.05».
Infine per i familiari è da valutare la condotta dei dottori che si occuparono della bambina dopo la nascita, «circa l' opportunità di trasferire la piccola (pur compensata a livello cardiovascolare) presso altra struttura per l'effettuazione del trattamento ipodermico».
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