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Vigili urbani, la giornata dell’orgoglio

Vigili urbani, la giornata dell’orgoglio

Una sessantina di agenti della polizia municipale hanno presidiato la prefettura per manifestare i motivi del disagio

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In una sessantina, molti dei quali in divisa, hanno presidiato la prefettura di corso Ercole I d’Este, in una sorta di giornata dell’orgoglio del vigile urbano: agenti del corpo cittadino della polizia municipale, cui hanno dato manforte colleghi provenienti dal resto della provincia.

Tutti a rispondere alla chiamata di Cgil-Cisl-Uil, per una mobilitazione di carattere nazionale. Al centro, la richiesta di più tutela nell’esercizio delle proprie funzioni, che sempre più sono associate all’obiettivo della tutela della sicurezza urbana e della lotta alla microcriminalità.

«Da quando è stata scritta la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale, nel 1986, è cambiato il mondo – spiega Natale Vitali, sindacalista della Funzione pubblica-Cgil -. Il problema fondamentale è la mancata omogeneità di trattamento a livello nazionale tra le forze di polizia, con i vigili che sono discriminati perché non godono dei benefici legati al riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo».

Ovvero quei trattamenti economici che vengono corrisposti nel caso l’integrità fisica risulti lesa mentre si è impegnati al lavoro.

«L’emarginazione sociale e l’esercizio di funzioni di polizia di prossimità sono ormai elementi con cui gli agenti e gli ufficiali, di cui è giusto sottolinearne la specificità e al servizio delle comunità locali, si confrontano senza avere la tutela delle altre forze di polizia», sostiene Vitali, assieme a Francesco Bertelli (Fp-Cisl) e Sabrina Cerini (Fpl-Uil), in una lettera recapitata al prefetto Michele Tortora, il quale ha ricevuto nel corso della mattinata una delegazione di manifestanti.

Tra le cui fila non c’erano i comandanti dei diversi corpi: «Mi dispiace non vederne nessuno qui – fa notare il sindacalista della Cgil -, eppure dovrebbero essere in prima fila assieme ai propri agenti».

La mobilitazione nazionale arriva dopo la vicenda dei vigili urbani in servizio a Roma che si sono assentati dal lavoro la notte di Capodanno, anche se non è direttamente legata a quei fatti.

«Oggi – dice il sindacalista Natale Vitali – vediamo che gli agenti sotto inchiesta sono appena 44, ossia lo 0,63% degli appartenenti al corpo. È stata fatta su questo argomento molta demagogia, anche per mascherare lo scandalo di Mafia Capitale. E sull’assenteismo, i dati resi noti nella nostra provincia dimostrano come tra i dipendenti pubblici il fenomeno sia percentualmente di molto inferiore a quello che si registra nel privato».

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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