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presunti maltrattamenti al nido di ficarolo: ieri interrogatorio di garanzia

Cadono le misure restrittive per la maestra bondenese

Cadono le misure restrittive per la maestra bondenese

BONDENO. Barbara Calza, 33 anni, originaria di Bondeno e residente a Ficarolo, torna alla piena libertà personale. La donna era rimasta coinvolta, assieme a due colleghe, nell'indagine portata avanti...

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BONDENO. Barbara Calza, 33 anni, originaria di Bondeno e residente a Ficarolo, torna alla piena libertà personale. La donna era rimasta coinvolta, assieme a due colleghe, nell'indagine portata avanti dalla squadra mobile di Rovigo, guidata dal vicequestore aggiunto Bruno Zito, incentrata sui presunti episodi di maltrattamenti che si sarebbero verificati all'interno dell'asilo nido Peter Pan di Ficarolo, che ospita bambini tra i 12 e i 36 mesi. Ieri all’interrogatorio di garanzia ha scelto di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini, assistita dall'avvocato Maria Marone di Bologna, suo difensore di fiducia, che ora parla di un “deciso ridimensionamento della vicenda, all'esito delle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio di garanzia, che hanno consentito di attenuare sino ad annullarle esigenze cautelari”. Alla 33enne era stata applicata, nella mattinata di sabato, la misura del divieto di dimora e di reingresso se non autorizzato dall'autorità giudiziaria nel Comune di Ficarolo. Stesso provvedimento anche a carico di Maria Crivellaro, 57 anni, di Ficarolo, e di Andrea Contiero, 24 anni, nata a Boara Pisani ma residente a Rovigo. Queste due sono maestre educatrici, mentre Calza è una collaboratrice. Nelle ipotesi accusatorie non si parla di maltrattamenti fisici come schiaffi o percosse di alcun tipo. Ma comunque, ad avviso dell'accusa, di atteggiamenti in grado di ingenerare tra i piccoli uno stato di terrore. Rimproveri, botte sui seggioloni, lanci di asciugamani o coperte, per esempio.

Andrea Contiero, difesa dall'avvocato Alberto Poncina di Venezia, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Differenti le scelte di Calza e Crivellaro, quest'ultima difesa dall'avvocato Canzio Bonazzi di Badia Polesine. Entrambe hanno deciso di rispondere alle domande, fiduciose di ricontestualizzare la lettura di determinati episodi che dà l'accusa. In sostanza si vuole ribadire che certi comportamenti, se mai accaduti, non erano assolutamente messi in atto per nuocere, ma con intenti educativi o comunque per “gestire” bimbi in momenti non facili. Al termine dell'udienza il giudice ha deciso di concedere la piena libertà a Calza, mentre per Crivellaro il difensore proporrà una richiesta in questo senso al Tribunale del Riesame, con la fiducia di potere ottenere un esito positivo.

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