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la popolare emiliana su possibile interessamento

La Cassa seguita «con attenzione»

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Vandelli (Bper): ha importanti legami con noi ma serve prudenza

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Bper lascia uno spiraglio sull’interessamento per Carife. Ecco la risposta di Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ad una specifica domanda ad un giornalista, ieri alla conferenza stampa di presentazione del bilancio: «Dispiace quando nel nostro Paese si verificano situazioni di fragilità come quella che riguarda Ferrara. In Italia ce ne sono altre tre o quattro e il caso di Carife va guardato con attenzione perché si tratta di una banca che ha importanti legami con il territorio come la nostra. Però quando si parla di possibili acquisizioni di banche in difficoltà occorre estrema prudenza. Già il sistema bancario sta attraversando una fase difficile, ciascuno deve affrontare i propri problemi e non è semplice restare efficacemente sul mercato. Quindi è necessaria prudenza prima di acquisire chi già versa in condizioni difficili. Certo è che, se si venissero a creare determinate condizioni, se ci fossero i presupposti per potere affrontare un’ipotesi di questo tipo con una gestione equilibrata, Bper potrebbe valutare una realtà a cinquanta chilometri da Modena piuttosto che in altre parti della Penisola. Ma, lo ripeto, occorre estrema cautela, sono situazioni da valutare con grande prudenza». Dipenderà, come si capirà dalle sue risposte successive, anche dall’evoluzione della riforma delle Popolari.

Bper prevede nell’ambito del piano industriale al 2017 di chiudere 130 filiali e di ridurre i dipendenti di 580 unità, pari al 5% del totale. Lo ha affermato Vandelli, presentando il piano agli analisti. «È molto difficile avere una stabilità di governance con 90mila azionisti» in caso di trasformazione in spa e quindi «la mia idea è che serva avere un gruppo di azionisti stabili, non per affrontare un'altra banca che ci volesse comprare, ma proprio per avere stabilità di governance e perchè un fondo basato non so dove non possa arrivare con i soldi e prendersi il controllo della banca». L’amministratore delegato ha ammesso che è «molto difficile pensare di tornare al passato» rispetto alla trasformazione in spa imposta dal governo. «La direzione è molto chiara - ha aggiunto - ed è molto difficile trovare una soluzione. Probabilmente un limite al possesso azionario è un'idea ma non è l'unica. Dobbiamo capire - ha detto ancora Vandelli - che questo cambio di forma societaria cambierà tutto». In questo processo di confronto col governo, ha notato ancora Vandelli, «è importante sottolineare il ruolo fondamentale svolto dalle Popolari in questi anni a sostegno dell'economia italiana. E lo hanno svolto - ha proseguito - con questa struttura e con il voto capitario. Noi stessi, con questa struttura e col voto capitario, abbiamo molto fondi nel capitale e siamo presenti sul mercato wholesale. Spero - ha concluso - che si possa trovare un bilanciamento tra l'idea del governo e la nostra, per mantenere alcune caratteristiche da public company» delle banche popolari. Ppa-

Per quanto riguarda le strategie, «su Icbpi c’è un forte interesse da parte dei fondi d’investimento, siamo in un momento di riflessione. Analizziamo le offerte e vediamo se è il caso di vendere o no. Così è espresso Vandelli durante la presentazione del piano industriale, in merito alla cessione della quota dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane di cui detiene il 10,6%.

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