Notti e servizi stile-Gad I Vigili urbani dicono no
Respinto dai sindacati il progetto del comando per estendere i controlli fino alle 2 Finotelli (Sulpl): meno soldi e agenti più impegnati, si pronunci la magistratura
Si riapre la vertenza del Vigili urbani ferraresi. Negli stessi giorni del presidio unitario di fronte alla Prefettura, innescato da questioni di carattere nazionale, i rappresentanti sindacali locali hanno respinto i progetti per coprire il turno notturno e i controlli stile-Gad anche nel resto del territorio comunale. «Non l’abbiamo neanche presi in considerazione perché si tratta di un’ulteriore riduzione in busta paga a fronte di un aumento delle mansioni per molti colleghi» denuncia Elisabetta Finotelli, rappresentante del sindacato autonomo Sulpl (ma nemmeno i confederali hanno sottoscritto l’accordo). Il nuovo progetto prevede l’estensione obbligatoria dell’orario di lavoro fino alle 2 di notte per 25 sere ad operatore su strada, cioè 79 agenti, al “prezzo” di 38 euro a sera. I 10 agenti di Polizia commerciale dovranno garantire 15 servizi serali pro capita, sempre a 38 euro, e 10 giornalieri al compenso di 24 euro. Gli 11 agenti non esterni dovranno garantire 25 servizi diurni per 24 euro a giro, i 4 Vigili informatori 15 servizi allo stesso “prezzo”. Il tutto serve anche ad estendere i servizi appiedi e in moto con percorsi predeterminati e «specifiche relazioni di servizio che permettano un monitoraggio degli avvenimenti, presenze più capillari» si legge nel progetto, dalla zona Gad ad altre aree della città.
Questi servizi, calcola Finotelli, garantiranno ad un agente-tipo 950 euro l’anno in busta paga; altri 600 euro saranno liquidati ogni febbraio sulla base della “pagellina” che tutte le sere l’ispettore di turno dovrà compilare per gli agenti in servizio. Ogni punto vale 60 centesimi, «abbiamo calcolato che il massimo ottenibile è 600 euro ma il comandante ha già stabilito che solo il 50% degli operatori potrà averli tutti, il 40% sarà in fascia media mentre il restante 10% non avrà nulla» rivela la sindacalista. Alla fine, è il conteggio del sindacato autonomo, gli agenti migliori arriveranno a guadagnare «meno dei 1.800 euro l’anno che erano garantiti a tutti, con il precedente progetto biennale, e molto meno dei 2.800 euro, sempre lordi all’anno, che ci venivano riconosciuti dall’indennità di disagio, della quale hanno preso il posto» è la sottolineatura di Finotelli.
Tutto parte, in effetti, dalla soppressione di questa indennità a seguito dell’intervento degli ispettori della Corte dei conti, sostenuti dal parere dell’Aran: non si possono distribuire altri soldi a pioggia, fu la motivazione. Il Comune di Ferrara decise di sostituire il fondo con i progetti, stanziando per biennio 2013-14 la cifra di 196mila euro, confermato anche per l’anno in corso. I sindacati non firmarono l’accordo per poter ricorrere al giudice del lavoro, e in questi due anni il tribunale di Ferrara ha bocciato i vari ricorsi proposti dai Vigili urbani, sposando il parere dell’Aran. «Molti altri tribunali - racconta la rappresentante Sulpl - tra i quali Rimini, città dalla quale è partita l’offensiva contro l’indennità di disagio, hanno invece riconosciuto le ragioni dei Vigili, e i rispettivi Comuni hanno reintrodotto l’indennità. Noi confidiamo nella Corte d’appello di Bologna, rinviato al 23 aprile, e abbiamo chiesto al Comune di lasciare tutto fermo fino a quella data». L’amministrazione deve quindi decidere se intervenire ancora con un atto d’imperio della giunta o lasciare scoperta la fascia notturna.
Nel frattempo ha comunicato che non pagherà a febbraio la produttività residua del biennio scorso, 800 euro massimo, perché il nucleo tecnico di valutazione è in ritardo.
Stefano Ciervo
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