«Per il nuovo canale lavoro alla Regione»
POGGIO RENATICO. Il mondo agricolo aspetta che venga completata la realizzazione del progetto "Ciarle". Si tratta di un nuovo canale che partendo dal Diversivo, in territorio di S.Agostino, si...
POGGIO RENATICO. Il mondo agricolo aspetta che venga completata la realizzazione del progetto "Ciarle". Si tratta di un nuovo canale che partendo dal Diversivo, in territorio di S.Agostino, si sviluppa in due rami. Uno per arrivare fino a Gallo, l'altro punterebbe verso i comuni di Mirabello e S.Agostino. Il progetto è vecchio di 30 anni e, al momento, è stato realizzato solo il tratto che arriva fino a Chiesa Nuova. Nel territorio ci sono diverse aziende agricole con impianti frutticoli e zootecnici altamente specializzati, che necessitano di aver garantito il rifornimento idrico. Nel contempo se si completa il ramo del Ciarle fino a Gallo diventerebbe anche una cassa di espansione quando il fiume Reno è in piena ed i terreni agricoli si inzuppano. Gli agricoltori sono da tempo attivi nel chiedere questa opera e, tramite del sindaco Daniele Garuti hanno incontrato il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti, durante la sua visita nella provincia. Nell'incontro Franco Dalle Vacche, presidente del consorzio di Bonifica pianura di Ferrara, Stefano Calderoni, presidente provinciale della Cia, e Atos Bortolotti delle associazioni agricole, hanno spiegato l'esigenza. Se il ramo del Ciarle viene completato fino a Gallo con la sua funzione darebbe respiro, e garanzie occupazionali, a tutta l'agricoltura della zona. Inoltre sarebbe una salvaguardia al rischio di dissesto idrogeologico potendo immettere nel canale le acque del Reno quando, ormai troppo spesso, è in piena.
«Per completare l'opera - ha detto il ministro - consiglio di contattare la Regione e chiedere di inserire questa opera nell'accordo di programma che stanno preparando, per poi inviarlo al Governo e al mio ministero, sulle opere da fare per il piano di sicurezza idraulica e per le quali è già stato predisposto un sostanzioso finanziamento».
Si apre quindi uno spiraglio di speranza, anche perché il progetto Ciarle potrebbe essere privilegiato dal fatto di poter esser messo subito in cantiere, che è una priorità riconosciuta tra chi vuole attingere fondi per il dissesto idrogeologico.
Giuliano Barbieri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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