Provincia, a marzo la lista dei dipendenti in soprannumero
L’orientamento che la Regione sembra aver adottato nei confronti delle Province lascia ai 420 dipendenti del Castello più di uno spiraglio di ottimismo. È quanto è emerso ieri in occasione dell’incont...
L’orientamento che la Regione sembra aver adottato nei confronti delle Province lascia ai 420 dipendenti del Castello più di uno spiraglio di ottimismo. È quanto è emerso ieri in occasione dell’incontro tra il presidente della Provincia Tiziano Tagliani e l’assemblea dei dipendenti alla Sala Estense. Fatte salve le quattro deleghe fondamentali “statali” che il ministro Delrio ha attribuito alle Province riformate (strade, edilizia scolastica, territorio e ambiente), gli interrogativi sono ora concentrati sul mantenimento di quelle di attribuzione regionale e il conseguente impatto sulla ricollocazione dei dipendenti. Su questo fronte ieri si sono aperte prospettive incoraggianti, visto che l'orientamento di Viale Aldo Moro sembra essere la conferma delle competenze finora delegate, con l'impegno annunciato per il 2015 di coprire il cento per cento dei costi pari a 28 milioni di euro per le nove Province emiliano romagnole. Ora gli occhi sono puntati alla definizione della lista dei soprannumerari, che l'ente dovrà formalizzare entro fine marzo, come conseguenza del calo del 50% delle spese per il personale voluto dalla legge di stabilità. Il 50% del ruolo soprannumerario sarà il risultato dell'operazione di sottrazione dall'attuale dotazione organica (circa 420 dipendenti) di pensionamenti e prepensionamenti, degli sbocchi nelle amministrazioni dello Stato dei dipendenti in forza ai Centri per l'impiego e alla Polizia provinciale, delle funzioni delegate dalla Regione e dei chiarimenti attesi su alcune funzioni peculiari come la gestione del Castello Estense, l'Idrovia e la Sacca di Goro. Entro fine marzo, quindi, si saprà chi rimane nella dotazione organica del Castello, tenendo però presente che trovarsi nei soprannumerari non significa perdere il lavoro, ma essere inserito nei processi di mobilità verso altre amministrazioni.
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