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come si presentÒ e cosa fece grassano

Un anno che segnò Ferrara

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Poco più di un anno, da settembre 2009 alla fine 2010, con molti mesi prima dell’addio già affiancato dal suo successore in pectore, Daniele Forin. È durata poco l’esperienza ferrarese di Giuseppe...

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Poco più di un anno, da settembre 2009 alla fine 2010, con molti mesi prima dell’addio già affiancato dal suo successore in pectore, Daniele Forin. È durata poco l’esperienza ferrarese di Giuseppe Grassano, ma quel pugno di mesi hanno incrociato il periodo più difficile della banca, che aveva appena scoperto di essere incagliata nei cantieri milanesi dei Siano, e lasciato un segno indelebile. Grassano venne nominato dal consiglio di amministrazione presieduto da Alfredo Santini, dopo l’addio a Gennaro Murolo, in una clima di sostanziale pre-commissariamento da parte di Bankitalia: questa situazione, e la sua lunga esperienza ai vertici di banche da raddrizzare, gli avevano incollato l’etichetta di uomo di fiducia di via Nazionale, più che di corso Giovecca. Qualche anno dopo sarà la stessa Bankitalia a contribuire in maniera sostanziale all’avvio dell’indagine che lo vede ora indagato. Grassano firmò il primo bilancio in rosso della storia di Carife e avviò il risanamento anche attraverso il rientro nel perimetro domestico della banca. In quest’ottica rientrava la cessione di Banca di Treviso a Marostica, che venne conclusa nel giugno 2010, quando il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Sergio Lenzi era insediato da un paio di mesi. Lenzi e Grassano s’incrociarono per una primavera e un’estate, ma dopo poco i nuovi amministratori decisero di assumere un nuovo direttore.

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