Famiglia con tre bimbe vive in mezzo alla muffa
Problema irrisolto per cinque persone residenti in una casa Acer Un parente: «Hanno acqua ovunque». L’assessore: «Domanda in ritardo»
SAN BIAGIO. È passato più di un anno da quella sera, quando il personale del 118 intervenne in una casa dell’Acer in via Canelli a San Biagio per il malore che colpì due figlie su tre di Mandrin Sijoni, il quale vive con la moglie ed appunto tre figlie (oggi hanno 15, 12 e 4 anni) in un appartamento di soli 60 metri quadrati. In un primo momento si pensò a monossido di carbonio, ma il padre ha sempre sostenuto che il problema di salute (si trattava di bronco polmonite) era dovuto alla presenza della muffa nella loro abitazione. Ebbene, dopo tanti colloqui, incontri e più o meno imprecisate promesse di risolvere la situazione, la famiglia Sijoni vive ancora in questa casa arginale, in mezzo all’umidità... e alla muffa.
«Sì può dire in mezzo all’acqua - spiega Arta, sorella di Mandrin che vive nel Modenese -; mio fratello non parla benissimo l’italiano, così mi sto interessando io al loro problema. Nei muri circola l’acqua e nelle cantine della palazzina (con 6 unità) in inverno c’è sempre come minimo mezzo metro d’acqua, così chi abita al primo piano come mio fratello e la sua famiglia si trova la casa umida. Gli hanno fatto tante promesse, a giugno era pronto il trasloco in un’altra abitazione dell’Acer ad Argenta, ma poi è stato bloccato. L’ultima volta in Comune mio fratello non è stato ricevuto, il Sunia dice che non ci sono alternative, l’Usl non viene ormai più a controllare la situazione ed i carabinieri dicono che non è affar loro...».
Come vive suo fratello?
«Lavora in una Cooperativa sociale, ma solitamente sta fermo da novembre ad aprile quando prende il minimo dello stipendio. Mandrin è persona seria, ha sempre pagato le bollette e le spese delle scuole delle figlie. Meriterebbe maggiore considerazione».
Sulla vicenda abbiamo parlato con Samuela Pamini, assessore alle politiche sociali di Argenta: «Sono a conoscenza della situazione della famiglia Sijoni. È vero che c’è stato il disguido per un’abitazione ad Argenta, purtroppo era per disabili e abbiamo fermato la procedura. Ma lui contrariato e con modi inadatti ha interrotto i rapporti con noi, preferendo trasportare la polemica sui giornali. A questo va aggiungo che ha presentato domanda per la graduatoria di mobilità dell’Acer con un mese e mezzo di ritardo sulla scadenza. Nonostante tutto, alcune settimane fa l’ho ricevuto e quando mi ha di nuovo esposto il problema della muffa ho proposto il controllo di un tecnico per valutare il problema e poi decidere se sistemare quella casa o proporre un trasferimento. Da allora non ho avuto contatti e posso assicurare che non ho rifiutato di vederlo».
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