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«Gravi irregolarità nella casa famiglia»

«Gravi irregolarità nella casa famiglia»

Ariano ferrarese, la rabbia del sindaco Padovani. Dipendenti in nero e numero di ospiti superiore al consentito

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ARIANO FERRARESE. «Quanto successo all’interno della casa famiglia di Ariano Ferrarese è molto grave e come Comune, nel ringraziare le forze dell’ordine, certamente faremo le nostre valutazioni nelle sedi opportune». È dura la reazione del sindaco di Mesola Gianni Padovani sui fatti avvenuti nei giorni scorsi nella struttura. Mercoledì mattina i carabinieri di Comacchio, su delega della Procura, hanno eseguito delle perquisizioni nella casa famiglia che ospita diversi anziani, dopo alcune segnalazioni di presunti abusi nei confronti dei pazienti, quasi tutti non autosufficienti. Nel corso del controllo, portato avanti assieme ai militari del nucleo Ispettorato del lavoro non è stato riscontrata alcun tipo di violenza, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. Ma le sorprese, purtroppo, non sono mancate. A quanto pare, infatti, la casa famiglia in questione può ospitare un massimo di sei persone, proprio per garantire un servizio ottimale ma il numero dei pazienti è risultato maggiore di alcune unità. Non solo, nel corso del controllo è emerso che alcuni dipendenti non sono regolari ed anche la gestione non sarebbe pienamente conforme a quanto invece previsto dalla rigida normativa in materia. Dei fatti è stata subito informata l’amministrazione comunale e intanto sono stati presi diversi provvedimenti. Da sottolineare che la società che gestisce la casa famiglia ha sede in Slovenia ed è stata invitata a regolarizzare immediatamente le diverse posizioni dei dipendenti “abusivi”. «Non si tratta solo di una questione di legalità, che pure resta primaria - va avanti il sindaco - Qui si mette in gioco il rispetto e la dignità delle persone e pertanto la linea che il Comune adotterà sarà molto dura, sotto ogni punto di vista».

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