Né truffe e né raggiri al gattile comunale: assolti gli ex gestori
Accuse cancellate su spese telefoniche pazze di 5000 euro. Anche la procura aveva chiesto l’assoluzione degli imputati
FERRARA - La battaglia sul gattile è finita con l’assoluzione degli ex gestori, perchè il fatto non costituisce reato: dunque, niente truffa aggravata ai danni del Comune di Ferrara, proprietario della struttura, come contestava l’accusa per un presunto raggiro di 5000 euro di spese telefoniche ingiustificate e 364 euro in farmaci e cibo per cani.
E’ bastata poco meno di un’ora, ieri, con la chiusura del processo, la discussione e poi la sentenza del giudice Debora Landolfi, per cancellare polemiche e veleni che si spargono da anni sulla questione del gattile tra vecchia e nuova gestione, tra gli imputati, ex gestori per conto dell’associazione Gas (Gruppo animalista di solidarietà), R.R. e C.L.R., difesi dall’avvocato Elisa Cavedagna e l’attuale gestione, costituita parte civile con l’avvocato Carlo Bergamasco, dell’associazione «A coda Alta». Del resto, le accuse mosse ai due pensionati del Gas, di aver distratto fondi pubblici per interessi privati per spese in cibo e medicinali per cani (non ospitati, ovviamente nel gattile) oltre a spese telefoniche che non potevano essere attribuite alla gestione di un gattile erano il residuo di accuse ben più gravi che avevano mosso gli inquirenti poichè, si ricorda, quello grave di maltrattamenti di animali era caduto subito.
A denunciare le irregolarità nella gestione furono le altre associazioni animaliste presenti sul territorio, ma come è emerso al processo le indagini sono state alquanto lacunose. Lo stesso pm Stefano Antinori, a conclusione del processo e dell’evidenza della totale assenza di riscontri alle accuse, ha chiesto al giudice l’assoluzione. Poichè, ad esempio se l’accusa contestava spese telefoniche ingiustificate (5000 euro e l’acquisto di 193 schede telefoniche di cui solo 9 avevano traffico in entrata e uscita) non vi erano riscontri sulla destinazione delle telefonate. Altro paradosso stesso del processo, come hanno sottolineato le parti del processo, era che lo stesso Comune di Ferrara, pur danneggiato non aveva nessun ruolo attivo nel processo. «Tutte le spese erano regolari» avevano sottolineato i due ex gestori, tramite il difensore l’avvocato Cavedagna spiegando anche gli acquisti di medicinali e cibo per cani (errori di storno dai bilanci). «La formula assolutoria indica che il fatto (irregolarità, ndr), comunque vi è stato» sottolinea l’avvocato Bergamasco di parte civile. Ora non resta che attendere la motivazione del giudice sul perchè della assoluzione.
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