Questi matrimoni gay s’hanno da riconoscere
Da sabato la raccolta di firme “Trascriviamo”, dalle associazioni un appello al sindaco. In città una decina di coppie sposate all’estero
FERRARA - Sono una decina le coppie omosessuali residenti in città il cui matrimonio contratto all’estero non viene riconosciuto in Italia. Il loro numero cresce se si prende in considerazione anche il resto della provincia. Domani, giorno di San Valentino, parte sotto al Volto del Cavallo una raccolta di firme per la trascrizione di quelle unioni nel registro comunale. L’obiettivo dei promotori (Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno e Agedo) è, entro la metà di maggio, il raggiungimento di almeno mille sottoscrizioni.
«Vorremmo che Ferrara potesse essere una città sempre più aperta e inclusiva – dice Massimiliano De Giovanni (Arcigay) -. In tantissime nazioni europee esiste la possibilità di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Chiediamo a Tiziano Tagliani di fare come quei sindaci, molti dei quali del Pd, che hanno proceduto alla loro trascrizione». Roberta Zangoli ha sposato in Spagna Chiara Bonora, «ma qui il nostro status di coppia non esiste, siamo come fantasmi – spiega l’esponente delle Famiglie Arcobaleno -. Al momento risulto essere una ragazza madre con due figlie. Mia moglie non potrebbe nemmeno ritirare le bambine da scuola senza la mia delega. Così si creano dei cittadini di serie B. Questa battaglia è la terza tappa del percorso dei diritti civili, dopo divorzio e aborto: i tempi stanno diventando maturi». Per i promotori si tratta di una battaglia che coinvolge la libertà di tutti, perché «il matrimonio omosessuale non toglie nulla a quello tradizionale, ma riconosce l’amore e la promessa tra due persone, ne sancisce l’impegno e ne tutela i figli».
Come noto, i prefetti, su sollecitazione del ministro Alfano, hanno bocciato le trascrizioni; il sindaco di Milano Pisapia venne pure indagato, poi il procedimento è stato archiviato. Per Cristina Zanella (Arcilesbica) «i sindaci possono essere propulsori di diritti anche dando un semplice segno per scalfire una realtà non più scusabile». In appoggio c’è anche Agedo, l’associazione dei genitori di omosessuali: «Tutto ciò che va in favore dei nostri figli ha la nostra condivisione», sostiene Patrizia Malacarne. Già c’è stato un primo “pour parler” con il sindaco. «Abbiamo invitato Tagliani – dice De Giovanni - a riempire di diritti il registro delle unioni civili che già c’è, perché così è un guscio vuoto. Sulle trascrizioni ci ha detto che deve prima aprire un confronto interno nel suo partito, che ha molte contraddizioni». Alla raccolta firme ha già aderito Sinistra Ecologia e Libertà; i promotori comunque intendono aprire il discorso a 360 gradi, tra partiti di diverso orientamento, associazioni e singoli cittadini, sollecitando anche il mondo cattolico.
Fabio Terminali
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