«Basta intimidazioni Qui si vuole lavorare»
SANT’AGOSTINO. La misura è colma. Stefano Guidi, amministratore delegato della Mirror (la fabbrica specializzata nella lavorazione delle ceramiche, da mesi al centro di manifestazioni inscenate da un...
SANT’AGOSTINO. La misura è colma. Stefano Guidi, amministratore delegato della Mirror (la fabbrica specializzata nella lavorazione delle ceramiche, da mesi al centro di manifestazioni inscenate da un gruppo di ex lavoratori che chiedono il reintegro in azienda), anche ieri mattina era nello studio dell’avvocato Marco Linguerri per fare il punto su una situazione che pare non dover finire mai: «Siamo allo sfinimento - risponde Guidi - Diciamo basta alle intimidazioni, quelle che stiamo subendo sono anche violenze fisiche. Cosa devo fare - si chiede l’ad di Mirror - per poter fare lavorare i miei dipendenti in serenità?». La patata è bollente, comunque la si rigiri. «Chi difende - prosegue Guidi - i nostri diritti? Chi difende i diritti dei nostri lavoratori? È giunta l’ora che le autorità competenti prendano provvedimenti. Ricordo che il Prefetto - dice ancora l’ad - durante il più recente incontro aveva sottolineato che non sarebbero stati tollerati atti violenti. Ora serve l’intervento di chi deve sanzionare questi atti violenti». Intanto da Bologna giunge la rabbia di Alan Fabbri capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale: «Oggi l’allarme che lanciamo da mesi è diventato più urgente: solo la tolleranza zero e il pugno di ferro delle istituzioni potranno salvare la Mirror e i lavoratori, quelli veri». Fabbri chiede «espulsioni e condanne per i manifestanti che ieri sono tornati a bloccare gli accessi dell’azienda», ed esprime «solidarietà e gratitudine alle forze dell’ordine, in particolare ai quattro agenti contusi. Anche ieri - dice ancora Fabbri - abbiamo assistito a scene indegne di un Paese civile e si è evitato il peggio solo grazie all’azione delle forze di polizia. Non possiamo tollerare che certa gente - conclude Fabbri -, per lo più immigrati con intenti non pacifici, possa minacciare il lavoro e mettere in crisi l’occupazione». Intanto il Cobas di Bologna annuncia per il 7 marzo un raduno a Ferrara. (m.puli.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
