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LA  FESTA DEGLI INNAMORATI

La prima cotta, la prima dichiarazione

San Valentino
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San Valentino

San Valentino. Ecco come dieci ferraresi salutano con un loro ricordo la giornata più sentimentale dell’anno

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Una dedica, una canzone, un biglietto lasciato nelle pagine di un diario, l'atmosfera di una città magica o una richiesta di matrimonio fatta al lume di candela. Sono tutti gli ingredienti per rendere la festa degli innamorati, San Valentino, una giornata indimenticabile.

E molte sono le coppie di vip ferraresi che ricordano il loro momento da batticuore che ha reso speciale i ricordi del loro primo amore.

«Dovrei dire simpatia più che primo amore. Eravamo ai lidi e avevamo 10 anni - ricorda il campione di pugilato Alessandro Duran- lei era una ragazzina di Mesola. Ricordo ancora tutto con affetto la mia prima simpatia per lei e, dopo tanti anni, siamo ancora amici». Ma Sandro Duran racconta anche il primo regalo fatto alla moglie Anna Caterina. «Eravamo già fidanzati, ma, chi mi conosce, sa che non sono mai stato un patito nel fare sorprese. Le regalai un paio di orecchini. Ci siamo conosciuti quando avevamo 20 anni a casa di un amico ed è stata lei il mio primo, unico e grande amore. Mia moglie è una santa a sopportarmi ed ha avuto un ruolo determinante nella mia carriera di pugile. Lei non era amante delle luci dei riflettori ed è sempre stata una ragazza discreta, ma presente sia nella mia vita di sportivo e in famiglia. A lei devo dire: Grazie per quello che hai fatto per me e per quello che continui a fare per la nostra famiglia. Sei una moglie e una madre eccezionale».

Molto originale e romantico, invece, è stato il presidente dell'Ente Palio Alessandro Fortini che, alla nascita della figlia, fece preparare per la moglie Elisabetta una vela di un metro per tre e la mise nella camera dell'ospedale Sant'Anna dove l'avrebbe ritrovata dopo il parto con la dedica: “Elisabetta ti amo”. Inoltre fece stampare mille cartoline per la figlia che aveva “rapito” i genitori e acquistò anche una pagina intera sui quotidiani per la moglie in occasione della sua uscita dall'ospedale dedicandole anche una poesia di Pablo Neruda. «Ritornammo a Parigi dopo quattro anni. Salimmo sulla stessa torre, la Tour Eiffel, cenammo al ristorante panoramico e lì le chiesi di sposarmi. Incanto e magia».

Per la preside dell'istituto alberghiero "Orio Vergani" Roberta Monti, invece, tutto cominciò su una scala quando lei, a 7 anni, e lui, a 10, si incontrarono e non si lasciarono più, perché divennero marito e moglie. «Ricordo che con la mia famiglia abitavamo in centro. Era inverno. In quel periodo venne ad abitare nel palazzo un bel bimbo, biondo e con i boccoli. Io ero una piccola peste. Ci trovavamo sempre a giocare sulla scala. Ci innamorammo e non ci lasciammo più fino alla sua scomparsa. E ancora mi emoziono quando, a distanza di anni, sento la canzone “Roberta” di Peppino di Capri ».

Di poche parole, invece, è la consigliere regionale Marcella Zappaterra, che “dribbla” il romanticismo del giorno di San Valentino e dice che, «per una volta, lascio lo spazio ai politici maschi».

«Benché San Valentino sia una festa ormai commerciale, del consumismo e all'insegna della ricerca del business, è sempre un campanello di richiamo all'amore e alla vita". Per il cavalier Paolo Bruni non sono importanti i ricordi legati a quel giorno particolare, bensì «ritengo che nella vita non c'è amore senza emozioni e la vita senza emozioni non ha senso».

Ma per presidente dell'Ascom Giulio Felloni, allora sedicenne e liceale, divenne una missione accompagnare alla scuola elementare il fratello più piccolo di dieci anni.

«Mi offrivo di portare a scuola mio fratello e i miei genitori rimanevano senza parole nel vedermi così zelante e diligente. Io, che ero un po' scapestrato e vivace, mi ero trasformato in un perfetto accompagnatore. In realtà coglievo l'occasione per rivedere una ragazzina mia coetanea, sorella di un compagno di classe di mio fratello. Tutte le mattine ci guardavamo negli occhi, senza proferire parola. Mi batteva forte il cuore e con trepidazione aspettavo che arrivasse la mattina successiva per incontrarla di nuovo e incrociare il suo sguardo in una sorta di amore platonico. Ma il vero amore l'ho conosciuto con mia moglie alla nascita della mia prima figlia, a 23 anni, con l'emozione e la consapevolezza di essere diventati genitori».

Ansalda Siroli, per anni presidente del Centro Donna e Giustizia e anima dell'Udi, il primo bacio lo ebbe dal marito. Un bacio appassionato che l'ha legata all'uomo della sua vita e che condivide ancora con lei, giorno dopo giorno, il cammino quotidiano. «Ricordo che a quel tempo abitavo a Filo e lui era venuto in bicicletta per la festa dell'unità da San Nicolò. Erano più di venti chilometri. Prima di diventare mio marito fece la spola su e giù per anni, finché un giorno trovammo il coraggio di abbracciarci davanti a casa vicino a quella bici che aspettavo sempre con trepidazione. Io avevo 18 anni e lui 19 e mezzo. Da allora siamo sempre stati insieme e siamo ancora qui a condividere le gioie e i dolori di essere anziani soprattutto adesso, nel quotidiano, dove c'è sempre più bisogno di complicità. Abbiamo condiviso tutto, due figli, tre nipoti, tanti momenti di vita e di politica, con i nostri alti e bassi, con i nostri momenti belli e brutti. Ma è così che funziona una vera unione. E per le nozze d'oro si sono fatti un grande regalo. «Siamo andati fino a Cuba. Era un mio desiderio. Siamo una coppia di ferro per l'età e ci vogliamo ancora tanto bene. Ma, i tempi sono cambiati, e con essi i giovani. Per volersi bene bisogna stringere i denti, capirsi e parlarsi tanto. Sì perché solo parlando tutto si supera».

E mentre una coppia si consolida ormai ottuagenaria, una giovane nasceva tre anni fa. E proprio il giorno di San Valentino, il lui in questione, festeggia anche il compleanno. È Alice Catalano, Miss Curve d'Italia Emilia Romagna nel 2011 che partecipò come riserva a Miss Italia a raccontare la sua storia d'amore. «Io ed Eugenio siamo perfetti. Ci siamo conosciuti quando entrambi eravamo fidanzati e per un po' di tempo non ci siamo più incontrati. Ci siamo rivisti da single una sera mentre entrambi studiavamo in aula studio a medicina. Una sera mi passò a prendere in macchina per andare a ripassare e al ritorno mi disse: “Ma non mi dai un bacio?”Io lo avevo sempre visto come un amico, ma quella sera, con quel bacio, tutto cambiò. Il suo ricordo più bello? Un anello arrivato per il terzo anniversario, con un solitario e due cuori, “io e lui” dice lei, ma che ancora non sono riuscita a indossare, perché, lo ha preso di tre taglie più piccolo.Mi disse che immaginava fosse piccolo, infatti, mi stava nel mignolo. Lo riportammo in gioielleria ordinandone uno della misura giusta. Forse è destino che quell'anello rimanga solo un bel ricordo, perché non ne abbiamo più traccia. Ma vorrei dirgli: Grazie per rendere speciale ogni giorno della mia vita».

Quindici anni di matrimonio e nove di fidanzamento, invece, per l'assessore comunale Aldo Modonesi con la moglie Paola.

«Siamo insieme quasi da un quarto di secolo e la cabala ha fatto la sua parte»: si sono messi insieme il 9 settembre del 1991 e si sono sposati, senza farlo apposta, il 9 settembre del 2000, a nove anni di distanza. Alla fine i numeri sono dalla loro parte «e forse è per quello che abbiamo tante passioni che ci uniscono. Ci siamo conosciuti mentre facevamo gli educatori di San Benedetto frequentando insieme l'oratorio. Ma credo che il vero collante del nostro quotidiano sia il vedere crescere nostra figlia, nella vita di tutti i giorni».

Ma è il classico colpo di fulmine, infine, quello che ha legato la cantante Roberta Righi al trombettista Stefano Caleffi che festeggiano due bimbi, di cui il primogenito nato proprio il giorno della festa del papà, e 20 anni di matrimonio. «L'avevo incontrato una sera in un pub a Dosso dove stavo cantando. Lui era in mezzo al pubblico, ma ne rimasi folgorata. Ritornai a cantare nello stesso locale e lo incontrai di nuovo. Così, con un pretesto qualsiasi, un giorno mi presentai e saputo che anche lui era musicista e insegnante di musica come me, gli chiesi di portarmi a vedere altri locali dove suonare. Sorseggiando un cocktail, sullo sfondo della canzone “Champagne”, presi l'iniziativa e gli diedi il primo bacio. Da allora non ci siamo più lasciati». E da cantante Roberta, prima del taglio della torta nuziale, dedicò al neo sposo la canzone "One" degli U2 e dall'amore nacque anche il sodalizio musicale. «È la mia anima gemella e dopo vent'anni è come il primo giorno. Grazie per l'amore e l'entusiasmo che mi dai».

Federica Achilli

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