«La scelta dei nuovi dirigenti non ignori il territorio»
Conoscitori del territorio, delle sue competenze, servizi e professionalità, in grado di rapportarsi con le istituzioni, di sostenere l’Università nei processi di ricerca e innovazione e di cogliere...
Conoscitori del territorio, delle sue competenze, servizi e professionalità, in grado di rapportarsi con le istituzioni, di sostenere l’Università nei processi di ricerca e innovazione e di cogliere le opportunità dell’area vasta valorizzando le eccellenze locali. Questi, secondo Paolo Orsatti, di Ferrara Concreta, gli identikit dei futuri vertici della sanità ferrarese. A ridosso ormai delle nomine dei nuovi dirigenti di Asl e Sant’Anna, l’esponente della lista civica interviene in quello che appare un appello a guardare con attenzione entro i confini “ferraresi” per scegliere coloro che saranno chiamati a gestire la sanità locale nei prossimi quattro anni. Tanto più che, sottolinea, nel corso dell’ultimo quadriennio «il metodo utilizzato ha lasciato profonde cicatrici nella nostra comunità», imponendo «metodi quasi commissariali senza lasciar spazi a verifiche tecnico professionali, condizionando tutto a logiche di bilancio precostituite e assunte spesso in sedi lontane dalla nostra città». Una crescente sfiducia da parte dei cittadini e il ricorso a servizi sanitari extraprovinciali, ragiona Orsatti, ne sono state le conseguenze. Da qui la convinzione che chi sarà chiamato dirigere la sanità ferrarese non debba essere «il semplice esecutore economico amministrativo del rigore di bilancio», ma debba conoscere profondamente «l’insieme dei servizi e il valore aggiunto generato dalla rete tecnico-professionale del territorio. Deve sapersi interfacciare con le istituzioni locali, valorizzare il ruolo dell’Università e in particolare difendere il mantenimento sul territorio della Scuola di Medicina».
Venturi e il privato. Ieri ha dato supporto al presidente regionale Bonaccini, il neo-assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, che ha sostenuto la posizione della giunta sull'interazione del sistema pubblico con i privati nella sanità, materia su cui «si può ragionare» senza per questo «mettere in discussione la centralità del sistema pubblico». Tra le priorità, i tempi di attesa.
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