Strada senza guard rail, ex sindaco nei guai
Una donna morì con l’auto nel canale a Migliaro, svolta nel processo che vede come unica imputata una funzionaria
FISCAGLIA. L’ex sindaco di Migliaro Marco Roverati e il suo assessore ai Lavori Pubblici Daniele Frignani potrebbero avere responsabilità penali nell’incidente stradale che, nell’aprile del 2012, costò la vita a una donna di 58 anni, finita con la sua auto in un canale lungo via Travaglio in un punto in cui la strada non era protetta dal guard rail. Questa la svolta emersa ieri al processo che vede unica imputata la responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Migliaro, Ilaria Simoni, la cui posizione potrebbe risultare ora ridimensionata. L’ex primo cittadino e l’esponente di Giunta erano stati chiamati a testimoniare sulle circostanze che, per almeno quattro anni, impedirono di ripristinare la barriera protettiva che era stata rimossa nel 2008 per consentire la riparazione dell’argine, franato a causa di uno smottamento. Ne era seguita una diatriba tra lo stesso Comune di Migliaro (ora unito con Migliarino e Massa in quello di Fiscaglia) e la Regione, che attribuivano l’uno all’altra la competenza e il dovere di provvedere a rimettere il guard rail al suo posto. Tra i due fuochi si era ritrovata la Simoni, al cui Ufficio era arrivata una lettera con cui la Regione sollecitava il Comune a riposizionare la barriera. Peccato che mancassero le risorse e la funzionaria, come è emerso ieri, si rivolse agli amministratori perché di fatto aveva le mani legate: gli investimenti per l’operazione non erano in spesa corrente (in questo caso lei stessa avrebbe potuto disporne), ma in conto capitale, e dunque era necessaria una modifica del bilancio. Passaggi che evidentemente non vennero compiuti, dal momento che solo nel 2013 il guard rail, per opera del Comune, è stato ricollocato. Troppo tardi per Ornella Botti, uscita di strada a una velocità di appena 35 chilometri all’ora e scivolata nel canale con la sua auto. Alla fine delle testimonianze di Roverati e Frignani, il pm Tittaferrante ha chiesto dunque la trasmissione alla procura dei verbali, ravvisando nelle dichiarazioni indizi di reato. Il passo successivo, come atto dovuto, sarà l’iscrizione dell’ex sindaco e dell’ex assessore nel registro degli indagati per poter valutare la loro posizione. Prima ancora era stato chiamato a deporre il consulente della procura, l’ingegner Francesco Rendine, che in sostanza aveva attribuito all’assenza del guard rail il ruolo determinante nella tragedia. I familiari della vittima, costituiti parte civile attraverso l’avvocato Eleonora Baldi, avevano ottenuto di citare il Comune di Fiscaglia come responsabile civile. Il processo riprende il 27 febbraio.
Alessandra Mura
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