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Droga, lo spaccio si difende con le ronde

Droga, lo spaccio si difende con le ronde

Contromossa dei trafficanti nelle zone Gad e Centro Storico per prevenire i controlli di forze dell’ordine e cittadini in bici

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A poco più di quindici giorni dalla pubblicazione sulla Nuova della situazione spaccio in zona Gad e Quartiere Giardino, con mappa dettagliata dei punti con la presenza degli spacciatori, nonostante i numerosi interventi delle forze dell'ordine sempre attive sul territorio, lo spaccio non si ferma. Anzi, progredisce, si evolve, cambia “modus operandi” e allarga il suo raggio d'azione.

LE RONDE

È da una poco più di una settimana circa che, all'interno delle zone cosiddette “calde”, gli spacciatori si sono organizzati in “ronde” notturne, sconvolgendo, se così possiamo dire, la prassi del giro delle sentinelle in bicicletta fino a qui registrata, sconfinando in quella che fino a poco tempo fa era una zona di confine, una sorta di zona franca da non attraversare, ovvero, via Corso Isonzo in direzione del centro, del cuore della città estense, fra le tranquille strade della Ztl.

Ma chi sono i nuovi inquilini della zona Gad e del Quartiere Giardino? Sono coppie di “ragazzoni di colore”, spesso ben vestiti - questa volta però non indossano i tradizionali cappelli o cappucci, ma giacche a vento o giubbotti scuri all'ultima moda - hanno i capelli ordinati, sono di aspetto curati e girano con un fare sicuro.

LE STRADE DELLE RONDE

I “due”, anche più coppie in una volta sola, si aggirano indisturbati fra le vie dello spaccio: da Ortigara a Vittorio Veneto, corso Vittorio Veneto e Corso Isonzo, transitando per le zone buie di Piazza XXIV Maggio, Paolo V e IV Novembre, via Poledrelli e via Manini, per poi oltrepassare Corso Isonzo, addentrarsi nelle zone poco illuminate di via Aldighieri, piazzetta San Nicolò, via Sacca e sbucare in zona Mercato Coperto. Spesso si dirigono anche verso via Cortevecchia e ritornano su via Ripagrande o per una strada laterale.

IDENTIKIT DEI NUOVI PUSHER

Di solito la “ronda” si compone di due elementi, armati di auricolare e telefonino che, con fare tranquillo, passeggiano per le strade o le stradine sui marciapiedi, perlustrando il territorio e dando il “via libero” alle sentinelle in bicicletta di agire indisturbate. Sono una sorta di "segnalatori" dei movimenti del territorio che, in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine, richiamano le sentinelle e le dirottano in un'altra zona, mentre gli agenti sono impegnati nelle operazioni di riconoscimento o perquisizione. Qualcuno cammina anche da solo, ma questa volta con berretto da baseball o di lana ben calzato sulla faccia, con o senza cappuccio, indossando un giubbotto scuro o color coloniale, e pila ben salda in mano perlustra le zone vicine ai cassonetti, gli angoli bui, fra i rami degli con le fronde molto larghe andando a colpo sicuro.

IL PASSEGGIO

Li abbiamo notati passeggiare, sempre nelle ore serali e notturne, sondando il territorio, camminando sui marciapiedi delle strade come se nulla fosse e chiacchierando fra di loro, guardando con la coda degli occhi in ogni direzione pronti a cogliere una qualsiasi richiesta o il passaggio di volanti o agenti.

GLI SGUARDI

Incrociando i loro sguardi si percepisce una sorta di sicurezza nel loro operato, di scarso interesse verso i passanti o i residenti, ma di grande interesse, al contrario, per i movimenti di auto in transito o in sosta con a bordo alcuni occupanti, bici o pedoni in arrivo.

Un nuovo biglietto da visita, insomma, per testimoniare che lo spaccio si evolve e cambia volto, si organizza e va al passo con i tempi. Un passo accelerato che non si può più sottovalutare.

Federica Achilli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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