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Il sindaco con i profughi per dipingere un’aula

Il sindaco con i profughi per dipingere un’aula

A Masi Torello sei ragazzi fuggiti dai loro Paesi collaborano con il Comune Bizzarri: li coinvolgiamo in varie attività e ora sono parte della nostra comunità

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MASI TORELLO. Anche il sindaco, pennello in mano, per un aiuto ai profughi ospitati in paese che sono impegnati a dipingere, le pareti di quella che sarà la nuova aula di informatica alle scuole medie. Perché l’integrazione nasce dalla partecipazione. È quello che succede a Masi Torello, dove da qualche tempo sono ospitati sei giovani, arrivati nell’ambito della catena organizzativa dell’accoglienza che fa seguito all’operazione Mare Nostrum. «Sei ragazzi - racconta il sindaco Riccardo Bizzarri - che hanno storie toccanti che noi, qui, fatichiamo persino a immaginare. Sei ragazzi che sono arrivati in paese con disponibilità e che entrano a far parte della nostra comunità anche grazie anche al loro impegno e alla loro disponibilità». Accade, infatti che i sei profughi siano stati “inquadrati”, iscrivendoli nel registro dei volontari , e collaborino in varie attività del Comune, ad esempio, spiega Bizzarri, «aiutando il nostro cantoniere, oppure dando il loro contributo come è successo nei giorni scorsi quando c’è stata l’ondata di maltempo». E ieri anche il sindaco ha seguito i lavori svolti dai profughi, impegnati nell’imbiancare le pareti dell’aula che dal prossimo anno scolastico diventerà l’aula di informatica delle medie di Masi Torello: «Quest’aula - ricorda Bizzarri - diventerà una delle eccellenze della nostra scuola». Il sindaco spiega con comprensibile soddisfazione il percorso che ha portato alla partecipazione - che è integrazione - dei profughi nella vita della comunità: «La coop Camelot, che ha la gestione a livello provinciale dell’accoglienza, ha trovato disponibilità di spazi qui a Masi Torello. Noi, come Comune, l’abbiamo saputo solo a cose già concretizzate». Ma a quel punto - evidenzia Bizzarri - «abbiamo messo in pratica iniziative che fossero in grado di poter integrare praticamente nella comunità i ragazzi. E loro hanno dato piena disponibilità: pensi che aiutano anche un disabile che vive vicino a loro. Così come piena disponibilità hanno dato la squadra di giunta e del consiglio, e i dipendenti comunali. Quando in un paese arriva una persona da fuori la si accoglie: e noi è quello che stiamo facendo».

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