In ricordo di Scantamburlo
La cerimonia ieri mattina. Mamma Loredana: amava la vita
SAN GIUSEPPE. Davanti al cippo che ricorda il sacrificio di Cristiano Scantamburlo ieri mattina a San Giuseppe, accanto al picchetto d’onore in armi, erano presenti Loredana e Luigino, genitori del vice-brigadiere colpito a morte da un pregiudicato il 12 febbraio 2006, il generale di brigata della Legione Carabinieri Emilia Romagna, Antonio Paparella, il vice-prefetto Pinuccia Niglio, il questore Antonio Sbordone, il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Carlo Pieroni, il sindaco Marco Fabbri e tutte le altre autorità civili e militari, in rappresentanza dei territori del delta. Dopo la deposizione di una corona di alloro, il corteo, scortato dai gonfaloni comunali e dai labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, si è portato nel duomo di San Cassiano, dove mons. Giuseppe Grigolon, cappellano militare, ha celebrato una messa di suffragio. «Era una domenica, - ha commentato il cappellano militare durante l’omelia - avevo appena celebrato la messa ed è giunta la tremenda notizia. Il bene però – ha aggiunto – è in grado di trasformare quel male da buio in luce». Con commozione, Loredana, la mamma di Cristiano ha esortato tutti «a tenere viva la memoria di mio figlio, perché il suo sacrificio non sia stato vano. Amava la vita ed era generoso d’animo, pur di aiutare il prossimo avrebbe tentato qualsiasi cosa». (k.r.)
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